Ergastolo per i killer di Cerciello

I due ragazzi californiani hanno ucciso il carabiniere per 80 euro e un po' di coca

Ergastolo per i killer di Cerciello

Ergastolo. Non è stata legittima difesa. Undici ore di camera di consiglio, in tarda serata la sentenza per Lee Elder Finnegan e Gabriel Natale Hjorth, i due ragazzi californiani colpevoli della morte del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, 35 anni. Undici coltellate inferte da Finnegan con il concorso dell'amico di origini italiane, Hjorth, la notte del 25 luglio 2019 in una strada di Prati, davanti al collega di Cerciello, Andrea Varriale. Secondo il pm Maria Sabina Calabretta Un'aggressione, un attacco sproporzionato e micidiale. Un'azione univoca per uccidere. Non si è qualificato come guardia, cop si è sempre difeso Finnegan. In America non succede che uno spacciatore chiami la polizia se è nei guai, così ho pensato a un agguato. Mi sono visto atterrare da un armadio d'uomo, ho estratto il coltello e l'ho colpito. In aula la vedova del carabiniere in servizio alla stazione di Campo de' Fiori, Rosa Maria Esilio, che ha seguito tutte le 50 udienze del processo. Per l'accusa i due, all'incontro con Sergio Brugiatelli, intermediario con lo spacciatore Italo Pompei, si presentano con una lama da marines e aggrediscono Cerciello. Elder è l'esecutore, Hjorth corresponsabile. Comincia tutto quando gli imputati decidono di acquistare droga a Trastevere per passare la serata. In piazza Mastai si avvicinano a un tipo in bicicletta con uno zainetto, Sergio Brugiatelli. La cocaina? A un suo amico pusher bastano 80 euro per una dose doppia. Ma nella bustina c'è solo tachipirina. I due, che hanno già bevuto alcol, sono infuriati. Vedono la borsa di Brugiatelli su una panchina e la rubano. Alla scena assistono 4 carabinieri fuori servizio. Brugiatelli si fa prestare il cellulare e compone il suo numero di telefono. Risponde Hjorth che parla con accento inglese. Vogliono gli 80 euro sborsati più una dose di cocaina buona altrimenti niente zaino. Tre i contatti prima di stabilire l'appuntamento per lo scambio. Il maresciallo Sansone, sul posto, convince il derubato a denunciare l'accaduto. All'1,30 Brugiatelli chiama il 112. Intervengono Cerciello e Varriale in servizio dalla mezzanotte. Scatta la trappola.. Lui e il collega sono di pattuglia in borghese, fa caldo e la pistola d'ordinanza non entra nel marsupio. Un errore che Cerciello pagherà con la vita.

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