Evasione da 1,7 milioni. Pm contro Gigi D'Alessio "Va condannato a 4 anni"

Per la Procura è responsabile di una maxi frode fiscale. L'artista: "Fiducia nei giudici"

Evasione da 1,7 milioni. Pm contro Gigi D'Alessio "Va condannato a 4 anni"

Sul profilo Instagram di Gigi D'Alessio non c'è traccia delle parole «evasione fiscale»; «processo»; «4 anni di carcere»: questi ultimi li ha chiesti il Pm, ma è del tutto irrealistico pensare che, in caso di condanna, il cantante rischi la galera per un reato fiscale. Niente spazio per i guai giudiziari, dunque. Apre invece la pagina social un video di Maradona (80 mila visualizzazioni) e tante stories di concerti da Nord a Sud; non manca neppure la condivisione di un appello al «Presidente Draghi» per «salvare la musica live» dalle restrizioni anti-Covid.

E il sito ufficiale (gigidalessioofficial.it) su cosa punta? L'ultimo aggiornamento parla di un «2021 aperto all'insegna di Guagliune il nuovo singolo frutto della collaborazione con giovani talenti del mondo urban napoletano come Enzo Dong, Ivan Granatino, Lele Blade, Samurai Jay che anticipa un nuovo lavoro inedito frutto di nuove collaborazioni». Questo - appunto - per quanto riguarda l'inizio del 2021; quanto invece alla fine del 2021, per il celebre guaglione partenopeo la sorpresa potrebbe non essere delle più piacevoli. Entro novembre, infatti, è attesa infatti la sentenza che lo riguarda nella causa in cui è a giudizio per una presunta evasione fiscale di 1,7 milioni di euro fra Ires e Iva non versate; la Procura di Roma ha chiesto per il cantante 4 anni di reclusione e due per altri quattro imputati: un socio e tre legali rappresentanti di una società riconducibile al cantante. I fatti risalgono al 2010 e per Gigi D'Alessio l'ipotesi di reato è di «occultamento delle scritture contabili». Già nel 2015 la villa dell'artista fu perquisita a caccia della documentazione fiscale relativa alla società riconducibile a D'Alessio. Il quale si è sempre dichiarato estraneo a ogni imputazione: «Sono convinto che l'atto che mi è stato notificato sia un atto a tutela, che mi consentirà di dimostrare, nelle opportune sedi, la mia totale estraneità a fatti che non mi sono ancora chiari e noti», disse Gigi all'inizio dell'indagine. Ora, dopo tanti anni - quei «fatti» - è probabile che gli siano «chiari e noti». Tuttavia la sua posizione non è cambiata, così come la fiducia in chi dovrà decidere il suo destino giudiziario: «È giusto che la magistratura faccia le verifiche che riterrà opportune. Resto, come è naturale che sia, a disposizione dell'autorità giudiziaria». L'udienza della verità sarebbe fissata per martedì 9 novembre, ma le date dei verdetti - si sa - sono sempre ballerine. Intanto Gigi D'Alessio non ha nessuna voglia di cantare, preferendo rimanere a microfono spento. «Parleremo dopo la sentenza», si limitano a dire i suoi legali.

Gigi D'Alessio non è che l'ennesimo rappresentante dello showbiz a rimanere incagliato nelle maglie degli accertamenti finanziari. Molti suoi colleghi Vip, per dribblare l'accusa di evasione, hanno optato per le serpentine più audaci, sempre con la medesima destinazione: residenza (più o meno fittizia) in qualche paradiso fiscale. Una furbata salva-patrimonio tradizionalmente in equilibrio sul filo, fin troppo elastico, del codice penale cui tuttavia D'Alessio non ha mai fatto ricorso continuando ad essere sempre cittadino italiano e a pagare le tasse nel nostro Paese.

Gigi, padre putativo del genere neomelodico, nel corso della sua carriera è cresciuto di qualità, fino ad affrancarsi completamente da quell'iniziale stigma musicale.

Il 3 marzo 2020, attraverso Instagram, il cantante annunciò la fine della sua «storica» relazione con Anna Tatangelo. L'Italia intera ne rimase «sconvolta».

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