A sei anni dall'ultimo incidente si torna a morire all'ex Ilva di Taranto e il salvataggio del siderurgico si fa sempre più complesso e desolante alla luce della possibilità che, nelle prossime ore, la Procura disponga il sequestro parziale dell'area interessata.
Qualcuno dovrà spiegare perché un operaio di 46 anni, Claudio Salamida, sia morto precipitando dal quinto al quarto piano dell'acciaieria 2 dello stabilimento per il cedimento del pavimento dove al posto del normale paiolato, una specie di pavimento grigliato, c'erano - secondo la versione dei sindacati - delle pedane. Un'anomalia che ha causato la morte dell'operaio di Alberobello (Bari) nell'atto di controllare le valvole al convertitore 3 dell'acciaieria 2. Anche fonti aziendali confermano che erano in corso delle attività di lavoro in quel punto dell'impianto.
Non si sa al momento se l'uomo fosse imbragato o meno, anche se pare che non fosse necessario avere la cintura di sicurezza se il piano di calpestio è messo in sicurezza. I funzionari dello Spesal (Servizio Prevenzione e Sicurezza Negli Ambienti di Lavoro) hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.
Resta il fatto che il volo di 5 metri è risultato fatale.
A seguito dell'incidente mortale le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm hanno dichiarato 24 ore di sciopero «a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali. In attesa di conoscere la dinamica, tutti i lavoratori dell'ex Ilva e del mondo metalmeccanico, si stringono intorno alla famiglia del lavoratore». Acciaierie d'Italia, esprimendo il proprio cordoglio, ha detto che sono «in corso le verifiche per accertare la dinamica» e conferma «la piena disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a far luce sull'accaduto». Palazzo Chigi, con una nota in serata, ha ribadito «l'impegno del Governo per rafforzare la sicurezza sul lavoro».
«La tragedia rende drammatica una situazione già fortemente compromessa e pone l'accento sull'emergenza legata ai mancati investimenti sulla manutenzione degli impianti e sulla sicurezza», ha detto il segretario della Uilm, Rocco Palombella. «Il cordoglio non basta», gli fa eco il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro chiedendo che «si metta immediatamente in campo un piano straordinario di manutenzione e risanamento che garantisca la sicurezza di tutti i lavoratori e avvii con decisione il percorso di decarbonizzazione. In queste condizioni l'acciaieria non ha futuro». «Siamo vicini alla famiglia dello scomparso e ai sindacati che hanno annunciato uno sciopero immediato», afferma sul fronte politico il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia, definendo «non tollerabile» quanto accaduto, mentre il M5S attacca l'esecutivo, chiedendo di «adoperarsi seriamente per un piano di messa in sicurezza e chiusura degli impianti giunti a fine vita». In merito, dovrebbe essere confermata a giorni, con una nota ufficiale, la trattativa in esclusiva con il gruppo Usa Flacks Group, ma lo scenario attuale potrebbe anche generare ritardi. In particolare, se si profilassero sequestri o indagini ulteriori che modifichino l'operatività del siderurgico. L'assegnazione resta dunque in standby. Per ora il salvagente è stato aperto. Tre giorni fa Palazzo Chigi ha stabilito un'altra iniezione di liquidità per garantire la continuità operativa degli impianti che ieri è stata ulteriormente ampliata da 50 a 149 milioni: una decisione presa per fronteggiare la situazione nel caso in cui la cessione dell'azienda non avvenga prima del 30 gennaio. Oggi il dl approda alle commissioni di industria e bilancio e poi alle 16 va in aula in Senato.
In parallelo, come anticipato dal Giornale il 3 dicembre (foto), i commissari hanno
depositato presso il tribunale di Milano la causa di risarcimento per la cattiva gestione' da parte di ArcelorMittal dell'acciaieria. Secondo il Financial Times la cifra inizialmente prevista a 5 miliardi sale a 7 miliardi.