Guerra in Ucraina

Il "falco" di Mosca premiato grazie a Conte

Il capo dei 5 Stelle vuol sfiduciare Salvini, ma è stato lui a onorare l'attuale ambasciatore

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Il 27 dicembre 2018 il Capo dello Stato Sergio Mattarella conferiva, su proposta dell'allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica ad Aleksey Vladimirovich Paramonov (foto). C'è un prima e un dopo nella vita politica del leader del M5s. Oggi Conte firma con Carlo Calenda ed Elly Schlein la mozione di sfiducia contro il vicepremier Matteo Salvini. Di quale colpa si sarebbe macchiato il capo del Carroccio?

L'accordo siglato dalla Lega nel 2017 con Russia Unita di Putin. Parliamo di fatti che risalgono a 7 anni fa. Se valesse lo stesso principio, anche Conte dovrebbe essere «sfiduciato» dal Parlamento. Tornando a ieri. Nel 2018, dalla stanza di Palazzo Chigi, il capo dei 5S proponeva e otteneva un'onorificenza speciale per l'uomo di Putin in Italia. È sempre lo stesso Conte. Nessuno si è impossessato del corpo dell'ex premier. Nel 2018 voleva premiare i falchi del regime russo. Sei anni dopo l'avvocato di Voltura Appula vuole cacciare dal governo il ministro leghista per aver siglato un'intesa politica con il partito dello Zar. Nella svolta anti-Putin c'entra sicuramente la morte di Navalny. Chi è l'uomo di Putin premiato dall'Italia su proposta di Conte? Un falco del regime. Nel 2018 Paramonov era stato insignito dell'onorificenza per il suo lavoro svolto al consolato russo di Milano. Da quel giorno il funzionario russo ha avuto una carriera di primo ordine. Nel marzo dello scorso anno, Putin l'ha voluto a capo dell'Ambasciata russa in Italia al posto di Sergey Razov. E subito si è distinto per posizioni molto dure contro il governo italiano. L'8 febbraio scorso in un'intervista all'agenzia russa Tass attaccava: «Le relazioni tra Mosca e Roma oggi non sono di molto migliori rispetto al periodo dell'invasione nazifascista dell'Unione Sovietica nel 1941-1943, con l'Italia che ha aderito pienamente alle misure di pressione esercitate dall'Occidente sulla Russia, tanto che in Italia si parla ormai apertamente di guerra ibrida contro il nostro Paese». E poi ancor più duro: «Con la presidenza del G7 l'Italia diventa nemica». Ma la tensione è risalita soprattutto dopo la morte del dissidente russo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha deciso di convocare l'ambasciatore russo per chiedere conto della morte di Navalny. Anche in questo caso la risposta è stata piccata: «Si tratta di una vicenda (la morte di Navalny) puramente interna che riguarda solo la parte russa. Sul caso come già dichiarato, si stanno effettuando tutte le perizie e gli accertamenti investigativi necessari, in conformità con la legislazione della Federazione russa, al fine di individuare le cause reali dell'incidente e, ove sussistono, le relative responsabilità».

Chissà se Conte stelle farà mea culpa per quel premio troppo generoso e frettoloso al falco di Putin.

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