Leggi il settimanale

Famiglia del bosco è guerra tra perizie

È guerra tra perizie nella vicenda di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana a cui il Tribunale dei minorenni dell'Aquila a novembre ha sospeso la responsabilità genitoriale

Famiglia del bosco è guerra tra perizie
00:00 00:00

Per la psichiatra nominata dai giudici sono genitori inadeguati e non devono ricongiungersi con i propri figli. Per il consulente della "famiglia del bosco" il parere firmato dalla dottoressa Simona Ceccoli è inconsistente e pieno di errori metodologici.

È guerra tra perizie nella vicenda di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana a cui il Tribunale dei minorenni dell'Aquila a novembre ha sospeso la responsabilità genitoriale, mandando i tre fratellini in una struttura protetta. Le conclusioni di quella psichiatrica, da due giorni sul tavolo dei giudici che devono decidere sul ricongiungimento della famiglia, è una solenne bocciatura di Catherine e Nathan: al momento non sono ritenuti in grado di fare il mestiere di madre e di padre. Dai test sono risultate figure genitoriali "immature e poco strutturate". La consulente ha individuato in loro specifici tratti di personalità che interferiscono con i bisogni evolutivi dei tre minori. Pur riconoscendo alla coppia determinazione ed energia, l'analisi complessiva mette in luce fragilità significative che avrebbero inciso sullo sviluppo neuropsicologico dei bambini, determinandone una condizione di immaturità. Per i piccoli il padre e la madre "hanno dieci anni". E nel disegno della "famiglia immaginaria", ci sono solo animali, "segno di una sofferenza". Allo stato "la richiesta di immediato ricongiungimento familiare o affido esclusivo al padre appare priva di fondamento clinico e giuridico". La psichiatra ritiene che i minori debbano restare nella struttura protetta. La loro tutela deve passare attraverso "un percorso graduale di avvicinamento alla realtà sociale e sanitaria, superando il contesto di isolamento in cui sono cresciuti".

Una perizia che gela le speranze dei due genitori di riavere con sé i figli, ma che il consulente di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, è certo di poter smantellare.

A suo dire si tratterebbe di "un elaborato peritale unilaterale, tanto logorroico quanto inconsistente, con una bibliografia ferma al secolo scorso, forse alla laurea della Ctu, e caratterizzato da errori metodologici macroscopici e che contestiamo nel merito".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica