Fede ricoverato dopo una caduta, giallo sulla salute

Il giornalista curato (e poi dimesso) dal «San Raffaele». Smentite le voci allarmistiche

Forza Emilio. Non sarà certo una banale caduta a mettere fuori gioco un mito. Finché c'è Fede, non solo c'è speranza. Ma molto di più. Lo sanno tutti, compresi i medici dell'ospedale «San Raffaele» di Milano dove ieri l'88enne direttore è stato «ricoverato d'urgenza». Un virgolettato abbastanza allarmante rilanciato da siti e agenzie secondo cui l'incidente avrebbe «prodotto gravi ripercussioni sulle sue condizioni fisiche». E già tanto sarebbe bastato ai tanti fan di Emilio per farli preoccupare; figuriamoci poi se avessero dato retta al tweet dell'account Il Biscione, «considerato molto vicino a Mediaset, una sorta di insider dell'azienda che spesso e volentieri snocciola informazioni riservate che si rivelano attendibili» (Dagospia dixit). Secondo il - molto presunto - insider «l'amico Emilio Fede è stato ricoverato d'urgenza al San Raffaele, mi dicono che a malapena riesca a parlare». Macché. Tié. Solo una fake news. La verità è che Emilio dopo un «semplice controllo di routine» è stato dimesso. Un po' ammaccato, ma comunque in forma. Fede è stato - ed è - uno dei personaggi più popolari in campo giornalistico: una carriera eccezionale costruita tra Rai e Mediaset, appannata nella sua ultima parte da brutte vicende giudiziarie. «Una serie di disavventure che Fede ha faticato a metabolizzare sul piano umano», testimoniano quanti (pochi, per la verità) gli sono rimasti accanto. Del resto, si sa, quando si finisce in disgrazia, gli ex amici diventano fantasmi. Ma Emilio, pur sparendo dalla scena, non ha mai abbandonato il palcoscenico. E, da dietro le quinte, stava preparando un nuovo «copione» sotto forma di libro dal titolo vagamente evocativo: Che figura di merda! In uscita a marzo del prossimo anno, le memorie «Emiliane» promettono di tenere «Fede» al carattere del direttore. «Un libro - aveva raccontato il giornalista prima di infortunarsi - dove tratteggerò, senza nominarli, i profili di amici e nemici. Molti potranno riconoscere e riconoscersi». A proposito di «colleghi»: «I migliori sono Vespa, Porro, Formigli, Floris e anche Sara Varetto». All'appello manca Mario Giordano, ma si sarà trattato solo di una dimenticanza. Giordano, con il suo programma Fuori dal coro, è diventato infatti un'autentica star del giornalismo-show. Anche da parte sua i «più affettuosi auguri a Emilio di pronta guarigione».

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