Federdistribuzione contro la chiusura domenicale dei negozi: "A rischio 40mila posti di lavoro"

Il presidente di Federdistribuzione Claudio Gradara critica la proposta di Luigi Di Maio

Federdistribuzione contro la chiusura domenicale dei negozi: "A rischio 40mila posti di lavoro"

"Quando si dice che i negozi aperti la domenica rovinano le famiglie, si entra nel campo della sociologia; parliamo piuttosto degli effetti sui consumi, sui posti di lavoro e sugli investimenti…". Così, Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, boccia la proposta di Luigi Di Maio di costringere alla serrata domenicale centri commerciali, ipermercati e compagnia cantante.

Intervistato dal Corriere della Sera, il numero uno dell’associazione spiega perché è contrario alla chiusura caldeggiata dal ministro del Lavoro pentastellato: "I motivi? Sono diversi. La domenica è diventato il secondo giorno per incasso dopo il sabato: chiudere avrebbe un effetto negativo sui consumi, già fermi. Sugli investimenti abbiamo già i primi segnali di grandi gruppi che, prima di andare avanti, vogliono capire come finirà questa storia".

La preoccupazione di Gradara, oltre che per il calo dell’indotto economico, è soprattutto per l’occupazione: "I posti di lavoro a rischio, per l’ intero settore, sarebbero tra i 30 e i 40 mila". E ancora: "La società moderna ha bisogno di servizi e sono 12 milioni gli italiani che fanno acquisti la domenica".

Infine, un monito: tenere la clèr abbassata favorirebbe (ulteriormente) l’e-commerce. "Chiudere la domenica farebbe crescere ancora di più il commercio online. Un settore che già corre di suo e che ha grandi vantaggi rispetto alla rete di vendita fisica, sia dei piccoli sia dei grandi, non solo sul fisco ma anche sugli orari, sui saldi, su tante cose" chiosa Claudio Gradara, che sulle colonne del Corriere torna a chiedere un confronto con Luigi Di Maio.

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