Il figlio prende 4, papà va a scuola a interrogare prof e compagni

Il figlio prende 4, papà va a scuola a interrogare prof e compagni

Il figlio torna a casa in lacrime dopo aver preso un 4 a scuola. Il padre non ci sta e decide di vederci chiaro. Il giorno dopo, nel corso di una lezione del professore considerato «colpevole» di aver messo l'insufficienza al figlio, prima minaccia e interroga il docente e dopodiché si rivolge agli altri alunni, chiedendo loro se quel voto negativo che il figlio aveva preso fosse meritato. Dopo la sfuriata l'uomo si allontana dall'aula lasciando perplessi sia gli altri studenti che l'intero corpo docente.

È accaduto in una scuola media di Morgano (Treviso), poco prima delle vacanze di Natale. L'uomo, un 40enne del luogo, rischia ora una denuncia per interruzione di pubblico servizio.

Secondo quanto riporta «La Tribuna di Treviso», il genitore fuori controllo avrebbe interrotto la lezione in corso affrontando a viso aperto l'insegnante che aveva giudicato insufficiente la preparazione del figlio. Poi si è rivolto ai compagni di classe del ragazzino chiedendo ad ognuno di loro se il figlio meritasse il voto assegnatoli, contestando il giudizio dell'insegnante. Una scena che ha turbato molto i giovani studenti e pure i docenti. Ci è voluto l'intervento del dirigente scolastico che ha segnalato la vicenda ai carabinieri. L'uomo è stato allontanato dalla scuola e gli insegnanti e collaboratori scolastici sono stati ascoltati in quanto testimoni. Spetterà ora ai militari ricostruire con esattezza l'accaduto. Il padre potrebbe ora dover affrontare una denuncia per interruzione di pubblico servizio: rischia fino a un anno. Nulla da fare per il brutto voto del figlio che resterà invariato.

Sul fatto di Morgano interviene l'assessore all'Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan: «La cronaca troppo spesso ci restituisce episodi incresciosi a danno degli insegnanti. Violenze verbali e fisiche, ingerenze inaccettabili come quella accaduta nel comune trevigiano, minano il rapporto pedagogico alunno-insegnante, mettendo in dubbio l'autorevolezza di chi è chiamato al ruolo di educatore, tutto questo è inaccettabile. Trovo corretto denunciare questi episodi all'autorità giudiziaria, come appunto ha fatto Daniela Bettini, preside dell'Istituto comprensivo di Quinto e Morgano, e come giustamente chiesto da Barbara Sardella, dirigente dell'Ufficio scolastico di Treviso. Le istituzioni scolastiche devono tutelare il loro personale, evitando ingerenze da parte di genitori violenti».

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