Quel filo diretto nascosto tra la "triade" e Draghi

Ecco chi sono i tre uomini che nel dietro le quinte di Palazzo Chigi e della politica italiana prenderebbero le decisioni per il Paese

Quel filo diretto nascosto tra la "triade" e Draghi

Il governo di Mario Draghi è probabilmente tra i meno tipici della storia repubblicana e Marco Antonellis su Tpi.it spiega perfettamente quali siano gli elementi a rendere l'esecutivo che si è insediato un mese fa così particolari. Non sarebbe, infatti, solo la sua composizione così ampia a renderlo originale ma sarebbe la sua piramide funzionale segreta a farne un governo peculiare. Inoltre, ci sarebbe una "triade" che opera in parallelo a Palazzo Chigi e muove le fila dal dietro le quinte.

Marco Antonellis definisce quello di Draghi come un esecutivo matrioska. Ci sarebbe il governo politico, la cui importanza è relativa. Poi ci sarebbe quello vero e proprio, le cui redini sarebbero in mano al premier, che si avvarrebbe di Franco e Garofoli. All'ombra di questo governo, però, se ne muoverebbe un altro, guidato da tre importanti esponenti della politica al centro di molte dinamiche di Palazzo e che, per molti, sarebbero addirittura fondamentali nello scacchiere governativo. Questa voce circola già da tempo a Palazzo Chigi e Marco Antonellis rivela che questa "triade" del potere sia formata da tre uomini chiave per i rispettivi partiti: Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini e Luigi Di Maio.

Pare che i tre si incontrerebbero molto spesso e si sentirebbero con ancora maggiore frequenza, tanto che c'è chi parla di un rapporto di solida amicizia e fiducia che sarebbe nato negli ultimi mesi. A legarli ci sarebbe anche il rapporto che ognuno di loro ha singolarmente con Mario Draghi e, pare, sono davvero pochi gli uomini della politica che possono vantare un filo diretto con il presidente del Consiglio. "Tutti e tre incarnano l’essenza del deep state, lo 'stato profondo', muovono pezzi e pedine, lasciano che ogni scelta sembri casuale ma in realtà amministrano, coordinano, incidono", scrive Marco Antonellis nel suo articolo, dove porta l'esempio della nomina del sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali. Dietro l'apparente decisione di Draghi, infatti, ci sarebbe "il frutto di una circostanza occasionale e, in particolare, di un muro alzato proprio da questi tre registi nei confronti dei vertici del Coni, che avevano sperato in altri nomi, ognuno di questi però bocciato senza ipotesi di replica".

Giorgetti e Franceschini sono due politici scafati. Di Maio è molto giovane eppure capace di ritagliarsi un ruolo molto importante. "Da Domenico Arcuri al generale Figliuolo, passando per i manager delle più importanti aziende di Stato, non c’è soggetto che da febbraio non abbia chiesto udienza a Luigi Di Maio", scrive Antonellis. Dalla Farnesina, Di Maio ha saputo costruire una fitta rete di contatti e migliorare le sue abilità di mediazione. Pare abbia un ottimo rapporto con Enrico Letta, che l'ha chiamato spesso negli ultimi giorni, ma anche con suo zio Gianni che, come rivela Antonellis, Di Maio sente di continuo.