È durata neanche quattro giorni la fuga di Elia Del Grande, il 50enne autore della "strage dei fornai", l'omicidio nel gennaio 1998 di padre, madre e fratello, che il giorno di Pasqua non era rientrato nella casa-lavoro di Alba (Cuneo) che doveva frequentare e dalla quale era uscito grazie a una licenza.
La sua seconda evasione in sei mesi è finita ieri verso le 13.30, quando i carabinieri della compagnia di Gallarate lo hanno fermato a Varano Borghi, in provincia di Varese, non lontano dal suo paese, Cadrezzate, dove sterminò la famiglia perché era contraria al suo matrimonio con la giorvane domenicana di cui era innamorato. Prima di essere fermato Del Grande ha ferito un carabiniere nel tentativo di scappare. Il ricercato era alla guida di una Fiat 500, precedentemente rubata presso il cimitero della frazione Lentate di Sesto Calende. I militari hanno incrociato l'autovettura lungo la provinciale 18. Vista la gazzella dell'Arma, Del Grande ha tentato di eludere il controllo fermandosi nel vialetto di ingresso di un'abitazione privata, ma i militari hanno notato la manovra sospetta e hanno bloccato l'auto per verificare. Quando uno dei militari si è avvicinato al lato guida intimando all'autista di spegnere il motore e scendere, cercando di staccare le chiavi dell'auto dal finestrino, il cinquantenne ha tentato un'ultima disperata manovra con la macchina per sottrarsi al controllo, provocando lievi contusioni ad uno dei carabinieri. Subito dopo è stato immobilizzato e portato in caserma. Su disposizione della Procura di Varese è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personale e trasferito in carcere in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip. È indagato anche per furto e ricettazione.
Quella di Pasqua è stata la seconda fuga di Del Grande dopo aver scontato 26 anni e quattro mesi di carcere, dei 30 che gli erano stati inflitti in appello. Era in semilibertà lo scorso ottobre quando fuggì da una casa-lavoro nel Modenese calandosi con i cavi da una finestra. Anche quella volta non si allontanò dal suo territorio. Dopo circa un mese era stato rintracciato proprio a Cadrezzate, il suo paese di origine in provincia di Varese, dove di notte si muoveva con un pedalò sul lago di Monate. La misura di sicurezza nei suoi confronti era stata da poco prorogata per un altro anno. Lo scorso 26 marzo la Procura generale del Piemonte, interpellata per valutare la sua pericolosità sociale, aveva infatti dato parere contrario all'azzeramento della misura. Niente libertà dal 13 aprile, come sperava. Questo il motivo che lo avrebbe spinto alla nuova fuga, una seconda evasione che ora rischia davvero di pregiudicare il suo ritorno alla vita di tutti i giorni. "Il magistrato ha detto che è socialmente pericoloso, ma non lo è; ha voluto rinchiuderlo perché riteneva non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio", ha detto la compagna, Rossella Piras, che lo scorso autunno è stata indagata per aver favorito la prima fuga del compagno.
Soddisfatto per la cattura di Del Grande il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini: "Bene così! E ora niente più
sconti", scrive il ministro in un post su Facebook. "È chiaro che Del Grande, visto il suo comportamento, non sia pronto al reinserimento nella normale vita sociale", osserva Cristian Robustellini, sindaco di Cadrezzate.