Finisce dopo tre anni l'embargo al Qatar. L'abbraccio storico fra il principe e l'emiro

Anche l'Arabia saudita si riconcilia con Doha grazie alla mediazione Usa

Finisce dopo tre anni l'embargo al Qatar. L'abbraccio storico fra il principe e l'emiro

L'emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al-Thani, è atterrato nella storica città di Al-Ula, nel nord-ovest dell'Arabia Saudita a bordo di un Airbus A340. È stato accolto dal principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, padrone di casa nel vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo che porrà fine ai tre anni di embargo a Doha da parte dei vicini arabi regionali. Il principe Mohammed ha abbracciato l'emiro sulla pista dell'aeroporto. Un importante segnale di speranza per il conflitto tra i principali alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente, due settimane prima che il presidente eletto Joe Biden entri in carica. Il principe saudita ha fatto subito cenno al nemico regionale, l'Iran, e ha sottolineato come gli Stati del Golfo avessero firmato un accordo sulla «solidarietà e stabilità» regionale per «il bisogno urgente di unire i loro sforzi per fare fronte alle sfide, in particolare alle minacce poste dal programma nucleare e dai missili balistici del regime iraniano». La sessione di apertura del vertice si è tenuta in un edificio a specchio che riflette il fantastico paesaggio del deserto.

Il passo è storico perché Riad e Doha si sono riconciliati dopo più di tre anni di crisi grazie alla faticosa mediazione di Stati Uniti e Kuwait. L'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l'Egitto avevano tagliato i rapporti con il Qatar nel 2017, accusandolo di essere troppo vicino all'Iran e di appoggiare gruppi islamici radicali, a partire dai Fratelli musulmani, e il terrorismo. Hanno così presentato a Doha 13 richieste come condizioni per porre fine all'embargo tra cui: la chiusura della tivù Al Jazeera, il declassamento dei rapporti diplomatici con l'Iran, la chiusura di una base militare turca in Qatar e la fine delle «interferenze» negli affari interni di altri Paesi. Il Qatar ha rifiutato di conformarsi, dicendo che non avrebbe accettato di «cedere» la sua sovranità.

Ma il «blocco» di tre anni e mezzo è stato costoso sia per l'economia del Qatar che per l'unità del Golfo. E alcuni analisti ritengono che Doha non cambierà sostanzialmente la sua politica e che i qatarini non dimenticheranno in fretta quella che considerano una pugnalata alle spalle dai loro vicini del Golfo. Il Qatar infatti ha sempre negato di sostenere il terrorismo, ma ha però appoggiato la Fratellanza musulmana, che gli Emirati Arabi Uniti considerano una minaccia esistenziale per la loro monarchia. Nel frattempo, l'embargo ha avvicinato il Qatar ai nemici ideologici dell'Arabia Saudita governata dai sunniti: la Turchia vicina appunto alla Fratellanza e l'Iran sciita. Doha infatti condivide con Teheran il più grande giacimento di gas del mondo ed è perciò poco propensa a uno scontro aperto con il principale rivale regionale di Riad. Ma il Qatar ha avuto i suoi interessi a concludere l'accordo: la piccola nazione del Golfo infatti si prepara ad ospitare i Mondiali del 2022.