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Tory in rivolta contro Truss: è già al capolinea?

I Tory crollano nei sondaggi, Truss è un primio ministro commissariato, cresce il malumore nel partito: nuovo cambio della guardia in arrivo a Londra?

Fioccano le lettere di sfiducia dei Tory: Truss già al capolinea?

Caduto Kwasi Kwarteng, il Cancelliere dello Scacchiere artefice del disastroso "mini-budget" criticato da mercati e sindacati, in caduta libera i sondaggi del Partito Conservatore e in totale commissariamento l'esecutivo, Liz Truss a un mese e mezzo dall'ascesa a Downing Street appare già un premier a termine. E crescono sempre di più le voci secondo cui l'erede di Boris Johnson possa essere sfiduciata dai Tory britannici prima di Natale.

Truss si è scusata con la nazione per il caos economico che ha travolto la Gran Bretagna dopo il "mini" bilancio del mese scorso, ma la sua premiership è appesa a un filo mentre la pressione dei Tory aumenta su di lei. E nel 1922 Committee che governa il Partito Conservatore sono già partite le manovre per spinger la Truss dimettersi.

Truss sedeva inespressiva lunedì alla Camera dei Comuni mentre guardava il suo nuovo cancelliere, Jeremy Hunt, annunciare lo stravolgimento della sua strategia economica, incluso il piano finanziato dal debito per tagliare 45 miliardi di sterline di tasse. Nella giornata di ieri l'ex Ministro della Difesa Penny Mordaunt, leader Tory ai Comuni, si è trovata a difendere la scelta di licenziare Kwarteng dopo soli 38 giorni di governo in luogo della premier assente e sull'esecutivo fioccano le lettere dei deputati della maggioranza che chiedono un cambio al vertice.

Un influente esponente del partito Sir Charles Walker è diventato il quinto deputato Tory a chiedere pubblicamente a Truss di andarsene dopo aver detto a Sky News lunedì: "Non penso che la sua posizione sia recuperabile" e descrivendo la situazione come "un monumentale flop". Secondo il Financial Times "sono molte le lettere di sfiducia per la premier" consegnate dai parlamentari al capo del Committee, Graham Brady. Il quotidiano della City di Londra segnala che molti politici sono intenti a manovrare sotto traccia e a evocare cambiamenti di regole interne per poter far cadere la Truss, indire una nuova votazione per la leadership e poterla rimpiazzare nel giro di pochi mesi - se non di settimane o giorni - con l'ex cancelliere Rishi Sunak, con i ministri Mordaunt o Hunt o con il Ministro della Difesa Ben Wallace. Il quotidiano della City di Londra parla del fatto che se le lettere superassero quota 100 nei prossimi giorni le dimissioni di Truss sarebbero inevitabili. Nel frattempo il Times ha calcolato che lo shock di settembre sulla sterlina e l'energia costerà in media nel prossimo anno 5.000 sterline in bolletta ai cittadini britannici.

In questo contesto i dati elettorali in caso di ritorno alle urne spingono i Conservatori a muoversi con cautela e evitare ogni mossa capace di accelerare elezioni anticipate. Le rilevazioni di Redfield e Wilton Strategies pubblicate ieri hanno registrato un vantaggio di 36 punti per i Laburisti sui Conservatori: 56% contro 20%. I Laburisti vincerebbero 540 seggi contro i soli 12 residui ai Tory, un cappotto senza precedenti che metterebbe i Conservatori al quarto posto a Westmeinster, superati anche da Liberaldemocratici e dallo Scottish National Party, che sarebbe secondo in Parlamento per voti..

In quest'ottica ciò che appare sicuro è il fatto che Truss sia una premier depotenziata. Privata del controllo della strategia economica da Hunt, attenzionata dal suo stesso gruppo parlamentare come inaffidabile, sfiduciata da mercati e opinione pubblica, il suo periodo a Downing Street appare inevitabilmente a termine. E sembra sempre più questione non di se, ma di quando l'ex Ministro degli Esteri sarà defenestrata.

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