Focolai sotto controllo, casi stabili e 22 morti. Zangrillo: "Ripartiamo"

In Lombardia il 55% dei nuovi contagi. Crisanti concorda: "Bassa la carica virale"

Contagi stabili, tornano a salire i decessi ma nulla di allarmante. Il bollettino di ieri, reso noto nel tardo pomeriggio dal ministero della Salute, registra 174 nuovi casi di coronavirus, uno in meno rispetto ai 175 di sabato. La novità rispetto al giorno precedente è che la Lombardia torna a detenere la maggioranza assoluta dei nuovi casi, 97, pari al 55,74 per cento del totale. Nella regione la provincia ieri più colpita è stata Brescia con 27 casi davanti a Bergamo con 20, Milano con 16 (dei quali 4 nel capoluogo) e gli altri sparpagliati tra le varie province con Lodi a zero. A livello regionale seguono l'Emilia-Romagna con 21, Lazio e Piemonte con 14 e Veneto con 11. Otto regioni (Marche, Campania, PUglia, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta, Molise, Basilicata) hanno registrato zero contagi. I casi totali da febbraio sono 240.310, dei quali 93.761 in Lombardia e altri e quasi altrettanti (89.310) in altre quattro regioni: Emilia-RomagnaPiemonte, Veneto e Toscana).

Come ogni giorno il dato dei contagi va «pesato» con il numero di tamponi fatti, che ieri sono stati piuttosto pochi: 37.346. La percentuale dei positivi rispetto ai test è più alta del giorno prima e si colloca allo 0,47 per cento. Più alto come sempre quello della Lombardia, dove sono stati messi a referto 8.119 tamponi e il tasso di contagio per tamponi torna a superare l'1 per cento, per la precisione l'1,19 per cento.

Come detto tornano a salire i decessi, che sabato erano stati appena 8 e ieri sono stati 22, comunque in linea con le ultime settimane. La Lombardia ne conta 13. Il totale dei decessi dall'inizio dell'emergenza sanitaria è di 34.738, con la Lombardia nettamente in testa con 16.639 davanti a Emilia-Romagna (4.253) e Piemonte (4.085). Gli attuali positivi sono 16.681, dei quali 98, uno in più di ieri, sono in terapia intensiva mentre 1.160 sono ricoverati in reparti ordinari e 15.423 sono in isolamento domiciliare fiduciario.

I numeri tranquillizzano anche i virologi. «Non mi ero sbagliato, tutti gli indicatori sono assolutamente favorevoli. I focolai di oggi non equivalgono a focolai di malattia. Il virus c'è ma ha perso carica», dice Alberto Zangrillo, primario all'Ospedale San Raffele di Milano intervistato da Lucia Annunziata a Mezz'ora in più su Rai3. Della stessa idea il collega Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia di Padova, anch'egli dalla Annunziata: «Non ci sono dubbi che stiamo assistendo ad una bassissima carica virale. Il virus circola e crea dei focolai, ci discostiamo dalle previsioni a lungo termine. Il virus risente delle condizioni climatiche, in Arabia Saudita ci sono 200mila casi e 800-900 morti. In condizioni di caldo il virus perde carica. Riaprire le frontiere come le abbiamo aperte in passato, senza tracciamento, vuol dire avere una situazione di rischio».

Sembrano sotto controllo i vari focolai sparsi per l'Italia: quello di Bologna alla Bartolini (107 malati), quello di Fiumicino, quello di Mondragone (dove oggi arriverà Matteo Salvini, leader della Lega) e tutti gli altri. Insomma, una domenica tranquilla, di sole, mare e poca paura.

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