Focolaio alle porte di Pechino Lockdown per 500mila cinesi

Negli Usa superati i 2,5 milioni di casi e in India è record di aumenti quotidiani. Timori in Australia

In Cina il coronavirus fa ancora paura. L'allarme questa volta è scattato nella contea di Anxin, a circa 60 chilometri a sud di Pechino, nella provincia settentrionale dell'Hebei, dove le autorità hanno imposto un nuovo lockdown, in stile Whuan, per mezzo milione di persone. Nelle ultime settimane anche nella capitale si è registrato un aumento dei contagi. «La situazione a Pechino è ancora grave e complessa», hanno ammesso le autorità locali. Nel gigante asiatico l'epidemia era stata praticamente messa sotto controllo, ma la riapparizione di circa 300 nuovi casi nell'arco di due settimane, 14 nelle ultime 24 ore, alimenta il timore di una seconda ondata di contagi. Ad Anxin una sola persona per nucleo familiare potrà uscire una volta al giorno per comprare cibo e medicine, proprio come nel periodo più nero delle chiusure durante la prima ondata dell'epidemia. A Pechino, invece, da quando i contagi hanno ripreso vigore in un mercato all'ingrosso, è stata avviata una vasta campagna di screening, sono state nuovamente chiuse le scuole e agli abitanti è stato chiesto di non lasciare la città.

Anche l'Australia, che finora ha registrato un numero contenuto di contagi e decessi, teme una seconda ondata dopo lo scoppio di diversi focolai a Melbourne, dove sono stati registrati 49 nuovi casi. Tanto che il governatore dello Stato australiano di Victoria, Daniel Andrews, non esclude un nuovo lockdown per frenare la diffusione del Covid. «Nessuno lo vuole a meno che non sia assolutamente necessario», ha assicurato Andrews. Negli altri Stati del Paese la situazione è molto più contenuta e le autorità stanno facendo test a tappeto. Gli Stati Uniti, invece, con più di 2,5 milioni di casi di coronavirus e oltre 125mila morti, si confermano il Paese più colpito. L'ultimo conteggio della Johns Hopkins University riporta 42.597 nuovi casi e 500 ulteriori decessi. «La situazione è molto eterogenea», ha spiegato Alessandro Vespignani, epidemiologo della Northeastern University di Boston, a Mezz'ora in più su RaiTre. «La regione del nord-est, che ha avuto la prima grande ondata, ora è in una situazione più virtuosa. Purtroppo in questi giorni c'è un aumento delle ospedalizzazioni, soprattutto in Texas», ha aggiunto l'esperto. Numeri in crescita anche in India, che ha registrato 19.906 nuovi casi di Covid-19, segnando un nuovo record di aumenti quotidiani e un bilancio totale dei contagi che ha superato il mezzo milione. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 410, dall'inizio dell'epidemia invece 16.095. Per far fronte all'emergenza nella parte meridionale di New Delhi è stata allestita una nuova struttura con 10mila letti, la più grande dell'India per fronteggiare la pandemia.

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