Fontana: "Il coronavirus è poco più di una normale influenza"

Il presidente della Regione Lombardia ad alcuni Paesi europei: "Forse dovrebbero un po' rivedere la loro appartenenza all'Unione". Poi ringrazia medici e infermieri: "Persone eroiche"

Fontana: "Il coronavirus è poco più di una normale influenza"

Alcuni Paesi dell'Europa "forse dovrebbero un po' rivedere la loro appartenenza all'Unione, dopo che si inizia a fare discriminazioni nei nostri confronti". A pensaro è il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, riferendo al Consiglio regionale sull'emergenza coronavirus. Una discriminazione dovuta al virus che sarebbe, a detta del governatore, "poco più di una normale influenza".

Il presidente della Regione Lombardia cerca di "sdrammatizzare", nel tentativo, forse, di placare gli animi dei cittadini: "Questa è una situazione senza dubbio difficile- specifica-ma non così tanto pericolosa". Infatti, Fontana spiega come il virus sia aggressivo e rapido nella sua diffusione, ma "molto meno nelle conseguenze": "È poco più di una normale influenza", riferisce, precisando di aver usato le parole dei "tecnici". Inoltre, Fontana ricorda che "le persone decedute sono o molto anziane o con una compromissione derivante da patologie importanti".

"C'è qualcuno che crede in questo Paese- ha aggiunto- e che vuole che questo Paese superi le difficoltà". Ma ora, secondo Fontana, le difficoltà non sarebbero solamente quelle dovute direttamente alla diffusione del Covid-19 in Italia, ma anche quelle derivanti dai comportamenti di alcune altre nazioni europee. Un aiuto concreto, invece, sarebbe arrivato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarela, che "ci è stato molto vicino e mi ha incaricato di estendere il ringraziamento a tutto comparto della sanità e non solo". Il capo dello Stato, riferisce Fontana, "si sente molto vicino a noi che stiamo combattendo questa battaglia per la salute dei cittadini. Il sostegno del presidente della Repubblica ci fa sentire un pò più forti e ci fa sentire che c'è una parte buona della politica che crede ancora in questo Paese. Grazie al presidente della Repubblica che ci è vicino".

In merito alla diffusione del coronavirus, Fontana riferiche: "Questa settimana probabilmente il contagio continuerà ad aumentare e soltanto alla fine di questa settimana potremmo avere notizie più precise". Sembra che il contagio "sia partito dall'area dei 10 comuni nella 'zona rossa'" e i dati vanni in quella direzione: "I contagiati di altre parti della Lombardia che avevano avuto relazioni con quel territorio o con cittadini di quel territorio sono circa 85-90% dei contagi registrati nella nostra regione".

E sul record europeo di contagi in Italia, il presidente Fontana dice:"Il numero è alto anche perchè la nostra Regione ha deciso di iniziare un'attenta valutazione delle persone che hanno le condizioni per essere ritenute affette da questo virus a allora abbiamo fatto tanti tamponi e tanti esami". Sarebbe questa, quindi, una delle motivazioni che hanno fatto scoppiare i casi italiani di malati: "Chiaro che facendo tanti esami abbiamo trovato tanti che erano stati colpiti da questa infezione".

Il governatore della Regione Lombardia spiega anche le conseguenze del virus sull'economia, definendo l'arrivo del Covid-19 "un'ulteriore botta": "Al Governo abbiamo chiesto di intervenire e di aiutare gli imprenditori grandi, piccoli e medi, gli esercizi commerciali e quelle attività imprenditoriali che comunque subiranno un grave danno da questa situazione e il governo si è impegnato- spiega- Oggi a Roma con Patuanelli ci sarà un incontro". E sulle misure messe in atto nel tentativo di limitare la diffusione del virus, dice: "Abbiamo preso provvedimenti che non avremmo voluto prendere, perchè incidono sulla libertà dei nostri cittadini e sulla situazione economica della Regione".

Infine, Attilio Fontana ha voluto ringraziare "il nostro sistema sanitario fatto da medici, infermieri, ma anche da gente che magari non si vede nanche e che lavora nell'ombra. Ci sono persone che sono da considerare eroiche, gente che non guarda l'orario di lavoro, gente che non torna a casa, medici che per paura di infettare la loro famiglia hanno deciso di vivere in ospedale per continuare a lavorare. A loro si deve dire grazie e questa è la dimostrazione che il sistema Lombardia funziona e che la nostra è una vera comunita".