Forza Italia: "Non pensiamo al governo ma agli italiani"

Lo stato maggiore di Forza Italia respinge le critiche dei tre deputati che hanno scelto di entrare nel gruppo della Lega, asserendo di non volere inciuci con il governo Conte

Forza Italia: "Non pensiamo al governo ma agli italiani"

L'addio a Forza Italia dei deputati Carrara, Ravetto e Zanella è la notizia del giorno, politicamente parlando. I tre deputati azzurri, che paventano il rischio di un "inciucio con il governo Conte", hanno scelto di aderire al gruppo della Lega. Ma cercare un dialogo con l'esecutivo in uno dei momenti più drammatici della storia della Repubblica può essere considerato un inciucio? Studiare e proporre soluzioni utili a un Paese che soffre da mesi, per colpa della pandemia e della gravissima crisi economica, vuol dire rinunciare al proprio ruolo di opposizione? "Forza Italia è e rimarrà all’opposizione", assicura Antonio Tajani, vice presidente del partito fondato da Berlusconi. "Non è un inciucio cercare di far approvare proposte concrete per tutelare lavoratori, imprese, famiglie e liberi professionisti. E garantire la salute degli italiani utilizzando i 37 miliardi del Mes. Si tratta soltanto di buon senso e di senso di responsabilità per tutelare i diritti dei cittadini".

"Abbiamo sempre presentato con trasparenza le nostre idee e proposte", assicura in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, "pensando a salvare le aziende e non a salvare il governo. Non siamo in maggioranza e non ci interessa entrarci perché siamo alternativi alla sinistra, come all'incompetenza grillina: le accuse di inciucio le respingiamo al mittente. A differenza di altre forze politiche siamo all'opposizione dal 2018: stiamo nelle piazze e siamo a fianco delle categorie colpite dal Covid, ma lavoriamo anche a testa bassa in Parlamento sui provvedimenti per portare soluzioni ai problemi di chi - imprenditori, autonomi, commercianti, artigiani, ecc… - sta pagando il prezzo più alto alla crisi. Chi pensa a trattative sottobanco - avverte - resterà deluso: lo ha detto con assoluta chiarezza il presidente Berlusconi e nessuno - a destra come a sinistra - può permettersi di tirarlo per la giacca o di fraintendere la nostra disponibilità con altro. Avanziamo proposte che, se accolte, aiuterebbero migliaia di lavoratori, famiglie e imprese. E questa è l'unica cosa che ci interessa".

"La peculiarità che ha sempre contraddistinto l'azione politica del Presidente Berlusconi e di Forza Italia è la concretezza", dichiara la deputata azzurra Stefania Prestigiacomo. "Se di fronte alle conseguenze della pandemia da Covid-19 c'è da mettere in sicurezza il Paese, noi non possiamo tirarci indietro e per questo offriamo idee e strumenti affinché ciò venga fatto nella maniera più efficace possibile. Questo non significa affatto 'inciuciare', né ambire a ricoprire ruoli in questo governo, ma semplicemente anteporre la coerenza, il senso dello Stato, la responsabilità alla sterile propaganda come i nostri elettori, gli elettori del centrodestra ci chiedono. Saranno pertanto delusi - continua - tutti coloro che in queste ore stanno ipotizzando convergenze politiche che di fatto non esistono. Forza Italia ha ben chiaro in mente quali sono il suo ruolo, la sua mission e la sua prospettiva, ovvero tornare a essere il punto di riferimento principale dei moderati".

"La dialettica all’interno di una coalizione è fisiologica - dichiara Renato Schifani, senatore di Forza Italia e consigliere politico di Berlusconi - diverso è mettere in discussione i principi valoriali di chi ne fa parte. Ribadiamo per l’ennesima e, auspicabilmente, ultima volta che il nostro intendimento di collaborazione per realizzare misure urgenti in grado di contrastare la crisi economica e sociale in atto è solo ed esclusivamente frutto dell’invito del Presidente Mattarella ad unire le forze di fronte alla pandemia. Il bene del Paese si può e di deve perseguire anche da lati opposti del quadro politico e istituzionale senza che questo dia luogo a infruttuose polemiche"

"Apprendo che l’amico e collega Maurizio Carrara ha deciso di entrare nella Lega", afferma Massimo Mallegni, senatore di Forza Italia e commissario per la Toscana. "Dal punto di vista personale per l’amicizia e la stima reciproca sono estremamente dispiaciuto della sua scelta. Mi spiace che non abbia ripagato la fiducia che il presidente Berlusconi gli aveva dato candidandolo due anni e mezzo fa alla Camera dei Deputati senza che avesse dimostrato una precedente militanza nel nostro movimento politico. Molti altri che da sempre si erano impegnati in una dura battaglia all’interno di una difficile regione come la Toscana non hanno avuto la stessa fortuna. Mi spiace inoltre che abbia fatto questa scelta in un momento in cui il nostro partito sta rilanciando la sua azione a livello regionale e nazionale, con spirito ritrovato, nuove responsabilità, programmi chiari nell’interesse esclusivo dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Spero che almeno nella Lega possa svolgere un ruolo attivo, inclusa la normale attività di partito, che in Forza Italia non ha mai voluto svolgere. Per il resto ritengo che i cambi di casacca siano giusti se prima però passano attraverso il vaglio degli elettori. Ad Maiora".

"La decisione di tre colleghi di Forza Italia di lasciare il nostro gruppo per entrare in quello della Lega può sorprendere soltanto gli ingenui o quelli dei nostri che da anni agiscono in condizioni di completa cecità politica", scrive in una nota il deputato Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera. "Anni di sudditanza alle ruvidezze del sovranismo leghista hanno impoverito culturalmente l'identità di Forza Italia e desertificato il centro-destra europeista, liberale, riformatore costruito da Silvio Berlusconi. Forza Italia è stata riconosciuta per un ventennio come la casa dei moderati, per capirci coloro che votavano Dc, PRI, PLI e in parte socialista, cioè quella maggioranza di italiani che mai poteva tollerare derive populiste o estremiste. Quel mondo - sottolinea - stenta oggi a riconoscersi nella Forza Italia intruppata in una coalizione guidata da forze anti-europeiste e sovraniste, lontane dalla visione che aveva imposto Berlusconi. Coloro che da destra gridano sempre all'inciucio, termine spregiativo per indicare il confronto e il dialogo con il Pd, non sono diversi dai comunisti degli anni '50 i quali pretendevano il monopolio dell'antifascismo: chi non era comunista non era antifascista".

"Silvio Berlusconi starebbe 'inciuciando' con il governo perché si è detto disponibile a votare lo scostamento di bilancio (come già due volte è stato fatto sia da Forza Italia sia dalla Lega) purché quelle risorse siano impiegate per sostenere le partite Iva e far crescere l'economia", scrive su Huffingtonpost.it Andrea Cangini, senatore di Forza Italia. "Era un inciucio quello che spinse Dc e Pci a collaborare per la ricostruzione nel dopoguerra? Era un inciucio quello che negli anni Settanta consentì ai partiti dell'intero 'arco costituzionale' di fronteggiare il terrorismo? Erano inciuci certi tentativi, purtroppo falliti, di dare all' Italia un assetto istituzionale che ci consentisse di competere ad armi pari con le altre democrazie occidentali? È stato un inciucio l'emendamento firmato lunedì dai capigruppo di maggioranza e opposizione (tranne quello della Lega) in commissione Cultura del Senato per riconoscere un credito di imposta del 90% a teatri e spettacolo dal vivo? No, era politica. Era solo politica, cioè mediazione. Una mediazione esercitata nell'interesse generale in un momento di massima crisi nazionale. C'è chi alla politica preferisce la propaganda. C'è chi si sforza di salvare il salvabile e chi gioca al tanto peggio tanto meglio. C'è chi, andato al governo con i grillini, accusa oggi di inciucio chi è rimasto, e rimarrà, all'opposizione. Non è stato Marco Travaglio, è stato Matteo Salvini".

"Dall'inizio della legislatura Forza Italia è stabilmente e coerentemente collocata all'opposizione", afferma in una nota Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e coordinatore regionale azzurro in Sardegna. "Andremo al governo, quando ce ne sarà l'occasione, solo con il centrodestra unito. Nel frattempo pensiamo sia utile dare il nostro contributo avanzando proposte che servono alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie. Noi lavoriamo, insieme al Presidente Berlusconi, per uscire dalla crisi pandemica. I sospetti li lasciamo volentieri agli altri...".

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