Frecce Tricolori in rosa Le prime donne-pilota pronte a fare acrobazie

Liberata ed Elisa entrano nella pattuglia più famosa al mondo. Non era mai successo

Frecce Tricolori in rosa Le prime donne-pilota  pronte a fare acrobazie

Il tenente Liberata D'Aniello e il capitano Elisa Rossi ancora non lo sanno, ma grazie a loro i maschi hanno preso una «tranvata». Addio alle stracche battutine, tipo «donna al volante, pericolo costante». Altro che «volante»: gli ufficiali Liberata ed Elisa saranno infatti le prime «pilotesse» con in mano non la cloche «sedentaria» di un aereo comune, ma quella ben più «adrenalinica» delle super Frecce Tricolori, cioè i velivoli più spettacolari ed emozionanti che solcare i cieli.

Presto infatti la Pattuglia acrobatica nazionale (PAN) potrà contare anche su di loro: due donne toste che più toste non si può.

I fan dell'Aereonautica militare italiana già stravedono per loro. I commenti sui social sfrecciano alti lasciando una scia di post bianchi, rossi e verdi.

La conferma dell'«evento» è arrivata in occasione dell'ultimo volo di addestramento prima dell'avvio della stagione acrobatica. Lo storico annuncio non poteva che decollare dalla base di Rivolto, in provincia di Udine, quartier generale del 313° Gruppo addestramento acrobatico: sede che sta alle Frecce come lo stadio «Meazza» sta al Milan e all'Inter.

L'anteprima l'ha data Il Messaggero Veneto, riferendo le parole del comandante Mirco Caffelli: «Si tratta di due ingressi importanti con responsabilità elevate e l'esperienza necessaria per ricoprire questo ruolo».

Liberata D'Aniello, entrata in Accademia nel 2007, ha 30 anni ed è napoletana; mentre Elisa Rossi ne ha 38 ed è originaria di Milano».

Nell'esibizione dello corso Primo maggio che ha visto impegnati i dieci piloti «freccisti» nelle 18 figure del programma, Liberata ed Elisa ancora non c'erano. Ma è solo questione di tempo.

I vertici dell'Aereonautica militare hanno infatti già previsto le «quote rosa» per le Frecce Tricolori. Con grande la soddisfazione del capo di Stato maggiore, il generale Enzo Vecciarelli: «La Pan riesce ogni anno a rinnovare la professionalità di tutti i piloti e di tutto il personale dell'Aeronautica militare e questo è un orgoglio e un valore per l'Italia intera».

Nessun ruolo è precluso alle donne pilota dell'Aeronautica Militare, neanche quello di far parte della Pattuglia acrobatica nazionale. La prima donna pilota è entrata in corso in Aeronautica nel 2000: da allora in tante si sono messe ai comandi delle varie linee, elicotteri, jet, tanker, ecc.

Accedere alla domanda per top gun tricolori non è roba da comuni mortali: «Bisogna provenire da una linea aerotattica, quella dei piloti di jet; avere un'adeguata attitudine comportamentale; avere prontezza d'impiego, che si ottiene con una permanenza di 5 anni in un reparto, finita l'accademia ed accumulate un numero minimo di ore di volo».

Segue la selezione, al termine della quale il candidato può entrare nelle Frecce Tricolori, formate da

10 piloti più il comandante. Mediamente la formazione cambia uno o due elementi ogni anno.

Finora nessuna donna ce l'aveva fatta. Poi sono arrivate Liberata ed Elisa. Determinate a decollare. E ora niente sarà come prima.

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