Il G20 chiede un "bazooka". Allarme Fmi sulla crescita

Il G20 chiede un "bazooka". Allarme Fmi sulla crescita

Le ricadute del contagio globale sono destinate a pesare sull'economia mondiale. Ieri il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, a conclusione del G20 di Riad, ha detto chiaramente che la crisi «potrebbe mettere a rischio la ripresa» mondiale. «Tutti speriamo in una rapida ripresa», ma «data l'incertezza, sarebbe prudente prepararsi a scenari più avversi». Dichiarazione arrivata dopo la revisione della crescita mondiale firmata dallo stesso Fmi dello 0,1%. Prudenza che ieri Georgieva ha messo da parte, complici le relazioni dei ministri finanziari dei 20 Stati con le economie più forti.

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha illustrato ai colleghi la situazione italiana e ha confermato come sia ancora difficile fare previsioni.

Nel comunicato finale del G20, il primo tenuto in un paese arabo, i ministri finanziari hanno ricordato come la ripresa resti debole a causa dei rischi, «inclusi quelli legati alle tensioni geopolitiche e commerciali». Poi il Covid-19 per il quale «siamo pronti ad intraprendere ulteriori azioni per affrontare questi rischi».

Non è chiaro quali misure. Il ministro delle Finanze saudita Mohammed al-Jadaan nella conferenza stampa finale ha fatto riferimento al Financial Stability Board. Ed è chiaro che un ruolo cruciale lo avranno le banche centrali mondiali.

«I banchieri valuteranno, se necessario, delle opzioni», ha assicurato il segretario Usa al Tesoro, Steven Mnuchin, al termine del G20 finanziario. «Dobbiamo fare tutto il possibile - ha aggiunto - per prevenire la diffusione del virus». Sempre sul coronavirus Munuchin ha sostenuto che «inciderà senza dubbio», anche se «tra 3-4 settimane capiremo meglio il suo impatto».

Se la leva dovesse essere quella dei tassi, i margini sono comunque pochi, visto che il costo del denaro è già basso. Possibile, quindi, che una ricetta anti crisi passi per un rafforzamento di tutte le altre misure espansive in mano alle banchieri centrali.

Per il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, il G20 potrebbe lavorare «il più duramente possibile per risolvere le tensioni commerciali ed evitare altri rischi oltre a quelli derivanti dall'epidemia». Quindi azioni per risolvere le guerre dei dazi, in modo da eliminare un ostacolo alla cresciuta economica sul quale, a differenza di una epidemia, si può intervenire.

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