Coronavirus

"Una galassia di persone refrattarie alla scienza. Ma i virologi siano cauti"

Il divulgatore: "Tra i No Vax tre tipologie differenti. Ci sono gli impauriti, gli irrazionali e gli infiltrati"

"Una galassia di persone refrattarie alla scienza. Ma i virologi siano cauti"

Piero Angela pronuncia ogni parola selezionandola con cura, con il tono pacato ma vivace di chi ha molto da raccontare. «Bisogna essere precisi, soprattutto quando si parla di argomenti delicati», osserva. Dall'alto dei suoi 93 anni, il decano della divulgazione in tv ha uno sguardo attento su tutto ciò che lo circonda.

Ormai tutti dicono la loro sul Covid, ma chi fa divulgazione è sempre stato all'altezza del suo compito?

«Per avere una certezza su qualsiasi scoperta scientifica bisogna averla verificata con una serie di controlli. Il pubblico deve capire ci sono le cose accertate, ma quando si chiede di prevedere cosa accadrà per un determinato fenomeno nessuno è in grado di dirlo con sicurezza. Le opinioni vanno divise dai fatti».

Lei aveva anche parlato di «virologi oracoli». In che senso?

«Bisogna far capire che ci sono due livelli diversi: quello delle cose che si conoscono e quello delle cose ignote. Molti scienziati dicono: Questo non lo so, però secondo me.... Dovrebbe essere sempre così».

Cosa pensa di chi ancora oggi si dichiara No Vax?

«È un universo fatto di personaggi diversi tra loro. Ci sono alcuni che hanno paura del vaccino e non si lasciano convincere dai risultati scientifici. Questo credo sia il nucleo forte dei No Vax e penso che la loro sia una reazione simile a quella di chi ha paura dell'aereo. Poi ci sono anche persone che si riconoscono nei fenomeni paranormali. Il problema è che questi individui si lasciano convincere specialmente sulla rete, dove circolano messaggi di tutti i tipi. Il trucco è far credere che ci sia qualcosa di nascosto da svelare. Infine ci sono persone che si infiltrano solo per portare violenza».

A fronte di questo scenario, secondo lei, occorre l'obbligo vaccinale?

«Più che altro mi chiedo: se qualcuno non vuole esser vaccinato perché ha paura, si va coi carabinieri a imporglielo? Come si fa?».

Si paragona spesso la pandemia a una guerra. Lei la guerra l'ha vissuta: si riconosce in questo accostamento?

«In guerra le condizioni erano molto più dure. Io ho sofferto una fame che avrei persino mangiato i tavoli. Il coprifuoco era continuo, c'erano le bombe. I soldati erano al fronte, non si poteva ballare. Oggi per la pandemia ci sono delle limitazioni, però la situazione è completamente diversa».

Come giudica il fenomeno della cancel culture e dei libri messi al bando in nome del politicamente corretto?

«Nella storia siamo stati tutti dominati e dominatori. A questo punto dovremmo tirare giù tutto, anche le statue degli antichi romani, degli imperatori, di Giulio Cesare... (ride, ndr)».

Lei è sposato da 60 anni. Qual è il segreto di un rapporto così longevo?

«Il rispetto reciproco. Se uno inizia a insultare l'altro finisce tutto. E poi la comprensione. Gli uomini spesso parlano in prima persona di sé. Le donne invece hanno bisogno di qualcuno che le ascolti. Ascoltare e rispettare: ecco la formula».

Oggi però qualcuno vorrebbe negare che ci siano differenze strutturali tra uomo e donna. Si parla di fluidità di genere...

«La differenza è dovuta al fatto che la donna può fare figli e l'uomo no. Però la superiorità del maschio, che esiste in tutti i mammiferi, oggi non ha più un valore. Oggi conta il cervello. Le donne in passato erano in una posizione succube, oggi hanno dimostrato di avere risultati migliori anche negli studi e giustamente ambiscono a entrare in carriera. Ma abbiamo anche un problema: ormai non si fanno più figli. Questo è grave e porterà a una società squilibrata, con conseguenze sociali ed economiche».

Si domanda mai cosa ci sarà nell'aldilà?

«Io ci sono vicino: ho 93 anni, quanto mi rimane? Ma ho avuto una vita molto gratificante, va bene così. La scienza però non cerca mai di rispondere a cose delle quali non si sa niente. Scienza e religione sono cose diverse».

Ha dei rimpianti?

«No, in generale non ho mai lasciato cadere le opportunità che erano alla mia portata o raggiungibili con l'impegno. Le ho colte tutte. Ci sono persone che rinunciano per pigrizia o per mancanza di iniziativa. Ma quello no, io non l'ho mai fatto».

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