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Il Garante blocca Amazon. "Ha schedato i dipendenti"

Tra i dati annotati figuravano riferimenti a specifiche patologie, oltre all'adesione a scioperi, alla partecipazione ad attività sindacali e a situazioni personali e familiari

Il Garante blocca Amazon. "Ha schedato i dipendenti"
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Un sistema interno in cui al rientro da un'assenza venivano annotate informazioni su condizioni di salute, vicende familiari e partecipazione ad attività sindacali. È da qui che ha preso avvio il provvedimento d'urgenza adottato dal Garante per la protezione dei dati personali nei confronti di Amazon Italia Logistica srl. L'Autorità ha disposto il divieto con effetto immediato di trattamento dei dati personali relativi a oltre 1.800 lavoratori dello stabilimento di Passo Corese (Rieti), estendendo la misura anche a eventuali sistemi analoghi utilizzati in altre sedi italiane della società. Secondo quanto emerso dagli accertamenti svolti in collaborazione con l'Ispettorato nazionale del lavoro e il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, le informazioni venivano raccolte "in modo sistematico, per tutta la durata del rapporto di lavoro e conservate fino a 10 anni dalla sua cessazione" attraverso una piattaforma collegata con il sistema di rilevazione delle presenze, accessibile a numerosi dirigenti. I dati venivano registrati nel corso di colloqui con i dipendenti subito dopo il rientro da periodi di assenza.

Tra i dati annotati figuravano riferimenti a specifiche patologie, oltre all'adesione a scioperi, alla partecipazione ad attività sindacali e a situazioni personali e familiari. "Tutto ciò", la sottolineatura dell'Authority, "in violazione della normativa che vieta al datore di lavoro di trattare dati non rilevanti ai fini della valutazione dell'attitudine professionale del dipendente". Non è tutto. Il Garante ha inoltre disposto l'interruzione del trattamento dei dati raccolti tramite quattro telecamere collocate in prossimità dei bagni e delle aree ristoro riservate ai lavoratori.

La società avrà diritto al contraddittorio e nel giro di qualche mese si arriverà a un provvedimento che potrebbe portare a una sanzione. Secondo l'articolo 9 del GDPR, il trattamento illecito di categorie particolari di dati personali è il caso di dati attinenti alla salute potrebbe comportare una multa che va dai 20 milioni di euro al 4% del fatturato globale. La replica di Amazon non s'è fatta attendere.

Confermando "piena collaborazione e trasparenza", la società ha ribadito che "la tutela dei dati personali rappresenta per noi una priorità assoluta": "Qualora...emergessero profili di non conformità, provvederemo a rivedere tempestivamente i nostri processi e le nostre procedure, recependo puntualmente le indicazioni dell'Autorità".

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