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Ghali non deve fare comizi alla cerimonia. E la sinistra grida alla "censura preventiva"

Il ministro: "Evento centrato sul rispetto". Critiche di Pd e 5s

Ghali non deve fare comizi alla cerimonia. E la sinistra grida alla "censura preventiva"
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Come facilmente prevedibile, l'arrivo di Ghali (foto) alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina ha scatenato il finimondo. "Le caratteristiche della cerimonia - ha messo in chiaro il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi - sono centrate sul rispetto. Questo azzera i rischi di libera interpretazione". Quindi tutto bene, ma, come è logico in una manifestazione sportiva, è necessario evitare prese di posizione.

Insomma, precisa Abodi, "al di là del vissuto di ogni artista, non ci saranno equivoci sull'indirizzo di carattere ideale, culturale e anche etico". L'altolà del ministro discende non solo dalle ripetute prese di posizione "proPal" di Ghali ma anche dai suoi rapporti con l'Associazione Palestinesi d'Italia considerata vicina a Hamas. Difatti la Lega attacca: "È davvero incredibile ritrovarsi alla cerimonia di apertura un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L'Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico Pro Pal". Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane spera che Ghali "abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee guida" sul "ruolo che deve svolgere, quindi capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento". Naturalmente c'è anche il fronte opposto. Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera: "Gli attacchi sono del tutto inaccettabili: da una parte il ministro Abodi, che vorrebbe una censura preventiva, dall'altra la Lega, che lo attacca con insulti inqualificabili". Anche gli esponenti M5s in Commissione Cultura attacca Abodi ripetendo quasi fosse un mantra che "sta rivendicando una censura preventiva". A onor del vero, la cerimonia di apertura delle Olimpiadi non è un concerto o un talk show e dovrebbe rispettare una sacralità distante da ogni ideologia o presa di posizione.

Oltretutto, proprio mentre si parla di "censura preventiva" a Ghali sul tema Palestina, dopo la dichiarazione di Levante di non partecipare all'Eurovision Song Contest in caso di vittoria a Sanremo in quanto partecipa Israele, la Rai

interviene proponendo "la possibilità di ospitare fuori concorso all'Eurovision anche un artista palestinese in una visione di inclusività". In sostanza teniamo fuori, per favore, la guerra dallo sport e dallo spettacolo.

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