La Lamorgese nega l'evidenza: "Nizza? Insicuri coi dl Salvini"

Il terrorista di Nizza era stato accolto in Italia e, sebbene irregolare, lasciato in libertà. La ministra: "Non ho alcuna responsabilità". Ma Salvini la smonta

La Lamorgese nega l'evidenza: "Nizza? Insicuri coi dl Salvini"

Il killer di Nizza fa discutere la classe politica italiana. Se ne parla da ore. E il mantra è sempre lo stesso: Lamorgese dimettiti. Matteo Salvini chiede la testa del ministro dell’Interno. Tutto il centrodestra pretende che Luciana Lamorgese risponda della responsabilità morale dell’attentato. Lei, intervenuta in mattinata durante una conferenza stampa, non ci sta. E rinvia le accuse al mittente: "Questo è un attacco all’Europa, non c’è nessuna responsabilità da parte nostra", dice la ministra rispondendo ai giornalisti. "Ho sentito parlare dei decreti sicurezza che noi avremmo modificato. Ma voglio anche dire che i decreti sicurezza hanno creato insicurezza perché 20mila persone sono dovute uscire da un giorno all’altro dall’accoglienza. E noi abbiamo cercato di tenere presente l’esigenza di sicurezza del Paese, non disperdendo tutti nel territorio nazionale".

Purtroppo per lei, questa difesa non regge. Lamorgese, ex prefetto e ministro degli Interni, si sofferma sulle opposizioni. I partiti che compongono il centrodestra appaiono scandalizzati dal fatto che non esista un controllo sui clandestini sbarcati in Italia. Lei cita gli attentati del 2017 per ribattere alle accuse. Come se volesse dire: "Che volete? È già successo in passato". Fa sorridere, però, che nel 2017 era al potere il governo Gentiloni. Dal dicembre 2011, negli ultimi 9 anni, 8 sono di governo Pd (otto anni degli ultimi nove). In 3 legislature diverse, in 5 governi diversi. Ma si citano le opposizioni come per scaricare la colpa sull’altro. Della serie: dov’è la serietà?

Non a caso questa mattina il leader del Carroccio è tornato ad attaccare la ministra con un tweet: "Record di sbarchi (27.190 nel 2020 contro i 9.533 dello stesso periodo di un anno fa), piazze in rivolta e ora perfino un killer tunisino sbarcato a Lampedusa e lasciato tranquillamente scappare in Francia a uccidere e sgozzare. Nel mezzo, la cancellazione dei decreti sicurezza per aprire porti e portafogli. Cosa deve succedere ancora? Il governo è allo sbando. Lamorgese si dimetta".

Il capo del Viminale contrattacca: "È il momento di fermare le polemiche. Il tunisino che ha assassinato tre persone a Nizza non era stato segnalato né dalle autorità tunisine, né risultava segnalato dall’intelligence". E ricorda: "In passato devo dire che casi analoghi purtroppo si sono verificati e allora mi chiedo come mai le forze di opposizione, che oggi si sono scusate con la Francia, a cui io manifesto tutta la mia solidarietà, non hanno ritenuto di scusarsi in altri casi gravi che si sono verificati? E parlo degli attentati alla metropolitana di Londra, London Bridge nel 2017 e l’attentato alla Rambla del 17 agosto 2017". Come se ciò scagionasse il cattivo andazzo dei giallorossi in quanto a sicurezza.

Poi continua: "L’autore dell’attentato di Nizza è arrivato a Lampedusa con uno sbarco autonomo il 20 settembre e il 9 ottobre ha ricevuto un decreto di respingimento". Tradotto: si nasconde sotto il tappeto tutto lo sporco che questo esecutivo ammassa dal giorno della sua nomina. La difesa della Lamorgese fa acqua da tutte le parti. E le sue parole suonano come l’ennesimo bluff.

La risposta di Salvini alle accuse non si fa attendere: "Sono senza parole. Con i porti aperti sbarca a Lampedusa un terrorista islamico, identificato a Bari ma lasciato libero di fuggire a Nizza a sgozzare e decapitare. E secondo il ministro dell’Interno è colpa mia. Siete senza vergogna. Colpa di Salvini? Lamorgese, dimettiti". Piccato anche il commento di Giorgia Meloni: "Il ministro Lamorgese ha detto che il terrorista di Nizza è entrato da Lampedusa perché Lampedusa è la porta d’Europa. Il problema è che quella porta andrebbe chiusa e sorvegliata. Non spalancata come fa la sinistra al governo, proprio perché è la porta d’Italia e d’Europa".

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