Giravolta della Raggi, dal no Expo Milano a capo della cabina di regia di Roma 2030

Virginia Raggi, nota per i no ai grandi eventi viene eletta presidente della Commissione speciale del Campidoglio che si occuperà della rassegna internazionale

Giravolta della Raggi, dal no Expo Milano a capo della cabina di regia di Roma 2030

Virginia Raggi, ex sindaco di Roma, presiederà la Commissione speciale del Campidoglio che si occuperà di Expo 2030. La consigliera del M5s viene eletta con 11 voti su 12 disponibili. Proprio lei che nel 2015 si era opposta alla medesima manifestazione in quel di Milano.

I pentastellati, in quell’occasione, avevano utilizzato parole come “magna magna, mangiatoia, luogo di malaffare”. Stessa sorte toccò pure alle Olimpiadi, quando la fascia tricolore della Capitale, nota per i suoi no ai grandi eventi, affermò “che era da irresponsabili dire sì a quella candidatura”. Una notizia che allora favorì nelle chat dei parlamentari grillini la celebre canzone della Mannoia che dice “come si cambia per non morire”.

La notizia, comunque, non è un fulmine a ciel sereno. La stessa Raggi, lo scorso anno, a più riprese, aveva spiegato le differenze tra l’evento ospitato in Lombardia e quello che invece dovrebbe svolgersi nella Capitale, cambiando così la propria opinione su Expo, che definisce una “grande occasione per Roma”.

Nonostante ciò, la recentissima nomina non manca di generare polemiche. Il Codacons presenterà addirittura un ricorso al Tribunale amministrativo. “Riteniamo assurdo che Gualtieri – dichiara in una nota l’associazione dei consumatori – possa cedere a compromessi e a intollerabili logiche politiche”. A parere del movimento a difesa dei cittadini, un organismo chiave per il futuro della capitale “non può essere affidato a chi ha dimostrato di non saper amministrare e gestire il bene pubblico”, con tanto di riferimento a cinghiali, buche e rifiuti.

Per Raggi, quindi, la guida della commissione sarà un percorso tutto in salita. L'ex sindaco, in ogni caso, non rinuncia a ringraziare l’attuale primo cittadino Gualtieri, che ha dovuto passare più di qualche ora per convincere i suoi a cedere l’incarico ai 5 Stelle. Tra il sindaco attuale e il precedente, infatti, era volato più di qualche semplice straccio in campagna elettorale. A creare scetticismo, inoltre, le presunte posizioni no vax dell’ex sindaca, che avrebbero creato più di qualche malumore tra i dem.

Nonostante ciò Raggi spegne ogni fuoco e utilizza le sue prime parole da presidente per esprimere la propria gratitudine a chi l’ha sostenuta e in modo particolare al sindaco dem, che “aveva già dichiarato la volontà di proseguire il lavoro iniziato due anni fa”. Se tale decisione, però, rafforza l’asse giallo-rosso a un anno dalle politiche e nei fatti consente all’ex sindaco di avere un ruolo strategico per riprendersi il suo Movimento, probabilmente insieme ad Alessandro Di Battista, sfruttando le debolezze di Conte e i litigi sempre più attuali con Di Maio, nei fatti non sarà percorso privo di ostacoli dal punto di vista amministrativo.

Il primo nodo da risolvere, ad esempio, è quello relativo alla location dell’Expo 2030. Raggi spegne sul nascere l’ipotesi presentata dal ministro del Turismo Garavaglia di intervenire a Tor Vergata. “Non è il momento di innamorarsi dei progetti – dichiara la nuova presidente della commissione - ma di trovare quello migliore per vincere la sfida".

Gioisce per la casella ottenuta, intanto, il M5s in Campidoglio, per

cui è “una grande soddisfazione” avere l’ex sindaca alla guida della commissione, che insieme a quella per il Giubileo, guidata dal calendiano Dario Nanni, deciderà nei fatti il prossimo futuro della Capitale.

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