In gita con il campo estivo. Bimbo muore in un pozzo

Il 12enne faceva una gara di "orientamento". Sentito in Procura l'animatore che era presente

In gita con il campo estivo. Bimbo muore in un pozzo

Giocava nel parco con i suoi amici, come accadeva spesso ultimamente. E stava partecipando a una sfida di «orienteering» insieme ai compagni del centro estivo. Ma quella che si preannunciava una giornata splendida per i sette ragazzini si è trasformata in tragedia, perché uno di loro è morto precipitando in un pozzo senza acqua del parco Coronini Cronberg.

La morte di Stefano Borghes, dodici anni, figlio di una coppia molto conosciuta a Gorizia, ha lasciato la città attonita e la Procura è chiamata a far luce sull'accaduto, valutando eventuali responsabilità. Quell'area verde nata nel centro cittadino nella seconda metà dell'Ottocento era diventata oramai una meta abituale dove gli animatori del centro estivo dei Salesiani portavano i bambini. Ieri stavano svolgendo questa disciplina sportiva che ora va tanto di moda anche nelle scuole e premia chi riesce a esplorare un territorio sconosciuto orientandosi nel miglio modo. I ragazzi vengono cronometrati e hanno una mappa per raggiungere i vari punti di controllo, scegliendo il percorso migliore. Ma sembra che la mappa fosse stata messa dall'animatore che li accompagnava proprio sula copertura stabile di quel pozzo.

Non è ancora chiaro cosa sia accaduto in quei pochi secondi e se Stefano fosse o meno solo. Ma di fatto il dodicenne alle 11 è volato in quell'imbuto profondo una trentina di metri, schiantandosi al suolo. Immediato l'allarme da parte degli animatori, che è servito a poco. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del gruppo speleologico, con il personale Saf, che si sono calati giù. Ma il fatto che dopo la caduta Stefano non rispondesse aveva subito fatto temere il peggio. Quando lo hanno raggiunto alle 13 non c'era nulla da fare perché era morto.

I carabinieri hanno transennato la zona e raccolto le prime testimonianze mentre la Procura di Gorizia ha disposto il sequestro di quel francobollo verde. Gli altri sei amici dela giovane vittima sono stati allontanati sotto choc proprio mentre arrivavano i genitori della vittima, che tra le lacrime sono entrati nella stanza della villa dove era stato adagiato il corpo del figlio.

«È una tragedia che non riesco nemmeno a commentare, sono distrutto dal dolore per questo dramma che ci colpisce in maniera così devastante - ha detto il sindaco Rodolfo Ziberna, che è anche presidente della Fondazione che gestisce il parco -. La nostra comunità è letteralmente sconvolta per quanto successo. Nessuno riesce a darsi una spiegazione erano state fatte tutte le verifiche rispetto alle misura di sicurezza adottate». Il pozzo è di muratura circolare, alta circa 50 centimetri. «Il coperchio era ancorato con quattro giunti su ognuno dei lati - ha aggiunto il primo cittadino -. Da quanto mi hanno riferito, gli animatori del centro estivo avevano posizionato sopra la mappa della caccia al tesoro, usandolo come appoggio. Non sappiamo se gli amici abbiano materialmente assistito alla scena, ma sapere che il loro coetaneo è morto facendo un gioco è un dramma che sarà impossibile interiorizzare e quindi è importante che i professionisti stiano vicini a loro e alle loro famiglie. Così come all'animatore che li accompagnava».

Il direttore della Fondazione ieri si è presentato in Questura per essere sentito sulla manutenzione della struttura e del pozzo. Cordoglio anche dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e dalla Giunta che hanno voluto testimoniare la vicinanza alla famiglia di Stefano.

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