Conte prova a disarmare Renzi, il Pd fa quadrato: "Unità o al voto"

Giuseppe Conte dai social richiama la maggioranza alla responsabilità. Dal Pd avvisano Renzi: o c'è coesione o si vota

La situazione a Palazzo Chigi si fa sempre più tesa. Giuseppe Conte è intervenuto quest'oggi con un lungo post su Facebook nel tantivo di mostrare una maggioranza compatta. Un intervento social che, però, non è piaciuto a tutti, soprattutto perché non viene più accettato che la politica ai suoi massimi livelli si esprima con post e non con documenti e note ufficiali. "Il post del presidente Conte va nella direzione delle cose che abbiamo chiesto sul Recovery, attendiamo di leggere le carte. Vogliamo vedere se alle parole seguiranno i fatti e restiamo in attesa delle risposte su tutte le questioni che abbiamo posto. La politica parla per documenti, per atti e non per post", hanno detto fonti di Italia Viva.

Giuseppe Conte si è posto come obiettivo la fine della legislatura e, prima ancora, la risoluzione dei problemi del Paese ma prima è "imprescindibile rafforzare la coesione della maggioranza e, quindi, la solidità alla squadra di governo". Giuseppe Conte ha sottolineato che da parte sua "non è mai venuta meno l'apertura al confronto con le forze che sostengono l'esecutivo", togliendo di fatto ogni alibi a Renzi. Ha confermato che arriveranno più soldi per la salute e i giovani dal Recovery Plan, sul quale ci sarà un confronto con l'intero Parlamento e con l'opposizione, oltre che con le parti sociali, una volta che verrà messo a punto.

Fa la voce grossa, ponendosi come guida responsabile del Paese con le sue parole: "Se percorreremo questo cammino con senso di responsabilità, avremo la più salda garanzia di andare nella direzione giusta, perseguendo l'interesse generale. La nostra azione di governo dovrà rimanere sempre all'interno di questo perimetro, mirata a sostenere e migliorare la vita delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese, a tutelare il diritto alla salute dei cittadini, ad assicurare un futuro ai nostri giovani. Qualsiasi altra iniziativa o intervento che si ponga al di fuori di questo tracciato non mi appartiene e non mi riguarda. Questo è il limite che mi sono sempre imposto, dall'inizio del mio mandato".

Giuseppe Conte, quindi, lascia intendere di voler proseguire, stuzzica l'orgoglio della maggioranza e richiama alla responsabilità. Il messaggio sottinteso nel post di Conte a Matteo Renzi è chiaro e dal Pd, per voce di Andrea Orlando, avvisano il fondatore di Italia Viva e paventano la possibilità delle elezioni: "Se si toglie questo punto di equilibrio è difficile, anzi ritrovarne un altro". Pur ammettendo che sia costituzionalmente possibile trovare altre strade oltre il voto, Orlando non cede: "A mio avviso non sono percorribili e quindi il rischio è quello di rotolare verso le elezioni, un fuor d'opera in questo momento". Tuttavia, il voto in un momento pandemico e con la campagna vaccinale appena avviata sarebbe deleterio, per questo motivo, sostiene Orlando, "non le chiede neanche una parte dell'opposizione non perchè non vogliano mandarci a casa ma perché pensare ad una campagna elettorale è un pò da marziani. Credo vada evitato". Tuttavia, conclude Andrea Orlando, "se non si trovano delle vie per ricomporre quello rischia di essere lo scenario".

Intervistato dal Tg3, anche Matteo Renzi allontana l'ipotesi elezioni: "Non c'è nessun rischio di voto anticipato, perché la legislatura finisce nel 2023. Il rischio è il numero dei contagiati, il numero della terapie intensive, il numero dei vaccini ancora troppo basso. Parliamo di queste cose qui, di concretezza, di contenuti, non di giochi vecchio stile". E su Conte dice che "è stato indicato come nuovo presidente del consiglio, lo abbiamo indicato anche noi pur di mandare a casa Salvini. Ma non si può governare solo contro. Adesso bisogna dare risposte alla crisi economica, ai soldi che mettiamo nel Recovery che vanno ad aumentare il debito. Se il governo è in grado di fare, faccia. Il presidente Conte ha detto che verrà in Senato, quasi sfidandoci, lo aspettiamo".

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