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Reazione di Renzi dopo il voto "Fiducia per soli 5 voti. E ora..."

L'ex premier mantiene il punto e sfida Conte: "321 voti alla Camera sono cinque voti in più del quorum, è una maggioranza risicata. Tra due mesi saranno punto e a capo"

Reazione di Renzi dopo il voto "Fiducia per soli 5 voti. E ora..."

Com'era facilmente prevedibile Giuseppi ha superato l'esame alla Camera, incassando la fiducia ma, come si affretta a puntualizzare Matteo Renzi, quella che oggi il sedicente avvocato del popolo è riuscito a portare a casa è soltano una sufficienza stiracchiata. Quei 321 voti ottenuti a Montecitorio non sono poi molti, ed il premier farebbe bene a mantere alta la guardia. "321 voti alla Camera sono cinque voti in più del quorum, è una maggioranza risicata", commenta infatti il leader di Italia Viva nel corso della trasmissione Tg2 Post. Inevitabile parlare anche del voto di Renata Polverini, parlamentare (in via di abbandono) di Forza Italia che ha deciso di dare la propria fiducia al presidente del Consiglio, scatenando un mare di polemiche. "Ora in maggioranza c'è anche Polverini, mi viene l'impressione che, pur di mantenersi al suo posto, Conte faccia maggioranza con chiunque", sentenzia l'ex sindaco di Firenze.

Una cosa è certa, in questi ultimi giorni l'esecutivo giallorosso ha pensato più ad evitare la crisi e le urne che ai problemi reali del Paese come, ad esempio, l'approvvigionamento dei vaccini. Una furiosa ricerca di voti, con telefonate e contatti serratissimi, che Renzi non si fa problemi a definire un vero e proprio "calciomercato di senatori". "È stato più al telefono con i senatori che con Pfizer che ci manda meno vaccini", attacca il capo di Italia Viva, riferendosi naturalmente a Conte."Ha fatto appello a popolari, liberali e socialisti. Mi sfugge a quale di queste appartenga Renata Polverini".

Intanto c'è risentimento per quanto riguarda il disprezzo mostrato nei confronti del proprio partito:"Il tentativo di Conte di buttare fango su di noi dicendo che abbiamo fatto polemica su niente è insopportabile". E per quanto riguarda il successo (si fa per dire) del premier alla Camera, l'ex presidente del Consiglio afferma di non sentirsi affatto sconfitto, anzi. "Mi sento dalla parte dei vincitori per gli obiettivi raggiunti, nonostante non sia ancora soddisfatto", dichiara. "Sono contendo della delega ai servizi, sul Recovery non è ancora abbastanza. Queste battaglie non le faccio per me, ricevo insulti. Nella sostanza sottovoce mi dicono che avevo ragione. Facciamo un dibattito alla luce del sole". Ed è un bene che Giuseppi abbia ceduto sui servizi segreti, peccato che, come ricorda Renzi, "c'è voluto le nostre dimissioni perché finalmente capisse, fino a qualche giorno fa diceva che non capiva il motivo per cui delegare... Vedremo a quale autorevole professionista darà questa delega. Non ho la minima idea di cosa abbiano in testa e neanche mi interessa. Sugli incarichi avremmo fatto un accordo facile".

In ogni caso, i problemi dell'uomo dei Dpcm sono tutt'altro che risolti. Adesso tocca al voto a Palazzo Madama ("Se non ha 161 voti al Senato è un arrocco quello di Conte. Se li ha, ha vinto lui, ma se non li ha è un arrocco che porterà alla caccia ai responsabili, mentre lui deve fare la caccia ai vaccini, non ai responsabili", dice sempre Renzi a Non è l'Arena). Se il premier dovesse uscire vincitore anche domani, dovrebbe comunque tirare avanti con un esecutivo traballante e rattoppato. "La mia opinione è che una maggioranza raccogliticcia non ce la faccia", sentenzia l'ex sindaco di Firenze."Da italiano faccio il tifo per il mio Paese, da esponente politico dico che con questi numeri tra due mesi saranno punto e a capo".

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