Giustizia, ecco le posizioni dei partiti

La riforma della Giustizia e la separazione delle carriere sono le proposte più gettonate tra i principali partiti in corsa per elezioni del 4 marzo prossimo

La riforma della Giustizia e la separazione delle carriere sono le proposte più gettonate tra i partiti in corsa per elezioni del 4 marzo prossimo. Vediamo nel dettaglio le posizioni in campo.

Il centrodestra propone una riforma garantista della giustizia

FORZA ITALIA promette di riformare la giustizia partendo dalla separazione delle carriere e da una nuova legge sulle intercettazioni, sulla custodia preventiva e sul diritto alla difesa. Punta a portare i tempi dei processi ai livelli della media europea attraverso un piano straordinario di smaltimento delle cause arretrate e il risarcimento degli innocenti. Da un lato vuole impedire che chi è già stato assolto in primo grado sia sottoposto al processo d’appello e dall’altro intende vietare gli sconti di pena per chi ha commesso reati efferati. Prevede il potenziamento delle misure alternative al processo penale in assenza di pericolosità sociale.

FRATELLI D’ITALIA si oppone ai decreti ‘svuotacarceri’ e agli sconti automatici di pena. Propone la costruzione di nuove carceri e una nuova legge sulla legittima difesa partendo dal principio che “la difesa è sempre legittima”. Intende potenziare i compiti dei giudici di pace e dei magistrati onorari.

NOI CON L’ITALIA è favorevole e una riforma della giustizia civile e penale ma anche del metodo di elezione del CSM. Propone la separazione delle carriere dei magistrati e la revisione della disciplina dei ricorsi in Appello e in Cassazione.

M5S, addio toga per i magistrati che entrano in politica

iIL MOVIMENTO CINQUE STELLE propone la sospensione della prescrizione dal momento in cui inizia il processo. Intende incentivare l’uso delle intercettazioni e introdurre lo strumento delle videoriprese colmando così un vuoto normativo. Vuole negare ai magistrati che decidono di entrare in politica di tornare a vestire la toga. O si è magistrati o si è politici e in questo secondo caso si deve rinunciare per sempre alla magistratura. Intende dare un premio ai dipendenti pubblici o privati che compiono whistleblowing, ossia segnalano gli illeciti commessi dentro l’ente o l’azienda per cui lavorano. Propone una norma contro gli ‘appelli strumentali’: l’abolizione del ‘divieto di reformatio in peius’, ossia il divieto di attuare sentenze peggiorative verso gli imputati che ricorrono in Appello.

Centrosinistra, sì alla separazione delle carriere e alla riforma del Csm

IL PARTITO DEMOCRATICO intende riformare il sistema di elezione del Csm e distinguere la funzione nomina dei capi degli uffici dalla funzione disciplinare. In materia di processi civili vuole rafforzare la funzione conciliativa del giudice e rendere sempre più conveniente l’utilizzo dei riti alternativi anche in ambito penale. Si propone di portare avanti l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario e incentivare il ricorso alle misure alternative al carcere. Vede la necessità di “arrestare la deriva securitaria: nella crisi dello Stato sociale abbiamo ceduto verso lo Stato penale. La sinistra italiana deve tornare a svolgere il suo compito. Perché l’affermazione della dignità umana è l’argine più efficace contro la violenza”.

CIVICA POPOLARE considera cruciale legiferare tenendo presente il principio della presunzione di innocenza sino alla condanna definitiva, sancito dall’art. 27 della Costituzione.“È necessario quindi invertire la tendenza degli ultimi decenni per superare lo ‘squilibrio patologico’ tra magistratura e politica, tra poteri dello Stato e per ripristinare il principio costituzionale di equilibrio tra poteri dello Stato”.

LA LISTA INSIEME intende lavorare per una più netta separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti. Propone la riforma del Consiglio superiore della magistratura e quella del Codice penale, con la depenalizzazione dei reati minori. Un’altra importante riforma è quella dell’ordinamento penitenziario “per garantire l’effettiva attuazione dell’art. 27 della Costituzione”.

+EUROPA propone la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e intende superare l’obbligatorietà dell’azione penale “che si è rivelata una pura teoria”. Prevede“la figura di un dirigente amministrativo che affianchi (o, in alcuni casi, sostituisca) il magistrato responsabile dell’ufficio nell’amministrazione delle risorse e nella gestione operativa, lasciando al giudice il dominio degli indirizzi giurisprudenziali”. Vuole“rafforzare la responsabilità disciplinare dei magistrati, assicurando un’omogeneità di trattamento delle diverse giurisdizioni”.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 01/03/2018 - 13:28

La separazione delle carriere é indispensabile. Tanto per cominciare a mettere le cose a posto. Poi quando un imputato é assolto in primo grado il processo deve finire; il ricorso in secondo grado deve essere una giusta prerogativa solo dell'imputato. Per finire non si può più ammettere che la prescrizione sopravenga durante il processo: un sistema pericoloso NON adottato nei paesi seri!

Ritratto di centocinque

centocinque

Gio, 01/03/2018 - 14:33

C'è un solo modo al di la della separazione delle carriere, azzerare tutto, togliere la carriera per anzianità, introdurre la responsabilità penale dei giudici, rifare i concorsi e se i vincitori poi impiegano anni per definire un procedimento a casa senza liquidazione.