Il governo scopre l'acqua calda: "Malta respinge i migranti"

Il viceministro degli Esteri Marina Sereni ha ammesso quanto già già sapevamo da anni, ossia che Malta respinge abitualmente i migranti libici e li indirizza verso l'Italia

Un momento dell'azione della Guardia Costiera maltese dell'11 aprile scorso
Un momento dell'azione della Guardia Costiera maltese dell'11 aprile scorso

Ora, anche il governo si arrende alle evidenze. Il viceministro degli Esteri Marina Sereni ha ammesso quanto già documentato dalle inchieste di Avvenire e del quotidiano inglese The Guardian: Malta, lo scorso 12 aprile, ha respinto i migranti libici.

Il viceministro dem, intervenendo oggi in Commissione Esteri, ha spiegato che, in quella circostanza, le autorità maltesi hanno adottato "un atteggiamento purtroppo non nuovo" venendo meno al rispetto delle Convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare "sulla base di un’interpretazione molto restrittiva dei principi ispiratori della normativi". La Valletta, come più volte ha denunciato l'Italia anche in ambito europeo, ha istituito "una zona SAR di estensione vastissima, sproporzionata rispetto alle sue capacità operative, che nella parte a Nord e a Ovest si sovrappone alla zona SAR italiana, coprendo addirittura le isole di Lampedusa e Lampione e le acque territoriali circostanti", ha dichiarato il viceministro Sereni che, nel suo intervento, ha ricordato come Malta sia l'unico Paese, tra coloro che aderiscono alla Convenzione sulla Ricerca e il Soccorso in Mare di Amburgo del 1979, a non aver ancora recepito gli emendamenti del 2004. Tali modifiche prevedono per gli Stati contraenti di "di collaborare per la designazione di un porto sicuro per lo sbarco dei naufraghi". Malta, invece, confessa la Sereni, "si considera vincolata ad assicurare un coordinamento solo fino al momento dell’avvenuto soccorso in mare e sostiene che lo sbarco dei naufraghi debba avvenire nel porto 'più vicino' al luogo di soccorso" ed è questo il motivo per cui i maltesi esitano ad intervenire quando i migranti sono nelle vicinanze dei porti de La Valletta. "Inoltre Malta, per prassi, considera l’esistenza di una situazione di emergenza in mare solo nei casi in cui un’imbarcazione sia effettivamente in imminente rischio di naufragio, e solo se abbia avanzato esplicita richiesta di soccorso", precisa ancora il viceministro dem.

Il 12 aprile scorso, quindi, come testimoniato anche dai filmati e dalle foto pubblicate da Avvenire, le autorità maltesi si sono limitate "rifornire l’imbarcazione di carburante, giubbotti di salvataggio e addirittura di un nuovo motore, e a indicare la rotta per l’Italia", sottolinea la Sereni. Ma non solo. Se l'ex premier Joseph Muscat, travolto dallo scandalo relativo all'assassinio della giornalista Daphne Galizia, era più intento a 'beffare l'Italia' che ad accogliere i migranti sull'Isola, l'attuale primo ministro Robert Abela sembra voler aprofittare dell'emergenza coronavirus per far sbarcare ancora meno barconi che in passato. Il governo socialista maltese ha contestato la mancata assistenza dell'Ue in tema di ricollocazione dei migranti e ha dichiarato "l’indisponibilità per il futuro ad accoglierne altri senza un preliminare accordo sulla condivisione degli sforzi". Il viceministro, nel suo intervento, ha ribadito che l'Italia sta ancora spingendo in ambito europeo affinché il fenomeno migratorio sia "affrontato con un salto di qualità che richiede a ogni Stato membro il proprio contributo, indipendentemente dalla collocazione geografica". In vista del dibattito sul “Nuovo Patto sulle migrazioni e l’asilo”, la Sereni ha promesso che il governo lavorerà affinché "la specificità degli sbarchi a seguito di operazioni di ricerca e soccorso in mare sia pienamente riconosciuta, e siano adottati codici di condotta comuni per la loro gestione". Insomma, il governo Conte-bis sembra aver preso atto del comportamento scorretto dei maltesi a cui, con una formale nota verbale, ha esortato La Valletta a una maggiore collaborazione sia per frenare l'emergenza sbarci sia per porre fine al conflitto libico. A tal proposito, conclude la Sereni, "dopo alcune richieste di rinvio, La Valletta ha finalmente sciolto le iniziali riserve sulla nomina del Comandante della Forza dell’operazione navale EUNAVFORMED IRINI, passaggio indispensabile per la piena operatività di Irini, che stiamo finalizzando proprio in queste ore".

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