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Il governo si blinda. "Nessun effetto, ma non facciamo falli di reazione"

L'evento di Fdi a Bologna: i ministri Nordio e Piantedosi dettano la linea

Il governo si blinda. "Nessun effetto, ma non facciamo falli di reazione"

da Bologna

Il colpo d'occhio sulla sala è impressionante. Strapiena. Una folla: la gente è in piedi e si accalca, C'è grande entusiasmo all'Hotel Savoia di Bologna dove si è svolto ieri mattina questo incontro promosso da Fratelli d'Italia su giustizia e sicurezza. L'idea è quella di trovarci di fronte a una specie di prova generale, più che a un semplice convegno. È il Sì che si mostra al pubblico e si prepara alla battaglia dell'ultimo mese prima del referendum. Ci sono i due ministri più esposti in questo combattimento, Nordio e Piantedosi, e ci sono i due dirigenti di Fratelli d'Italia, Bignami e Malan, impegnati con tutte le loro forze nella lotta per difendere la riforma della giustizia.

Galeazzo Bignami, che è il capogruppo di Fdi alla Camera, apre l'evento con un saluto a sorpresa: ai cittadini del Pd che sono voluti venire ad assistere al convegno perché sostengono la riforma della magistratura. Evviva. E subito dopo spiega che il convegno si tiene in questa sala e non in piazza della stazione perché il Pd si è opposto alla concessione della piazza e noi - dice Bignami - abbiamo voluto evitare la rissa.

Certo sarebbe stato meglio all'aperto. Perché qui si sta stretti. Bignami illustra il titolo dell'incontro: "Non c'è sicurezza senza giustizia", e spiega che questo è il cuore della campagna elettorale. Bignami racconta alcune storie di malagiustizia. Cittadini stranieri, colpevoli di delitti gravi, liberati dalle sentenze di giudici politicizzati. E Malan, dopo di lui, spiega che questa approvata dal centrodestra è la prima grande riforma della giustizia, e spiega anche che le sorti della riforma non sono in nessun modo legate alle sorti del governo, che è stato eletto e non è il frutto di giochi di potere - a differenza dei governi precedenti - e quindi risponde solo al corpo elettorale. Malan dice che ci sono alcuni grandi diritti che vanno sempre difesi: quelli all'incolumità, alla proprietà e alla vita. E che la battaglia di questo governo è per renderli diritti assoluti: oggi i delinquenti - dice - sono più tutelati delle vittime. E più tutelati della polizia. Non va bene.

Poi Daniele Capezzone, direttore del Tempo, intervista i due ministri. Comincia Piantedosi, che assicura che il suo ministero garantirà l'ordinato svolgimento della campagna elettorale. "Dobbiamo puntare sulla forza della ragione e non commettere falli di reazione rispetto alle provocazioni che ci stanno arrivando da alcune parti. Credo sia ragionevole aspettarsi la vittoria dei Sì ma, a prescindere dal risultato, non c'è alcun motivo per alimentare tensioni. È legittimo che nel Paese ci sia chi sostiene il Sì e chi il No, ma il confronto deve restare nel merito. Dopo il voto le istituzioni continueranno a funzionare nel rispetto dei ruoli e dell'autonomia prevista dalla Costituzione".

È un concetto sul quale torna il ministro Nordio. "C'è purtroppo - dice - la vana speranza che, nella denegata ipotesi che vincesse il No, allora il governo entrerebbe in crisi. Quello che rende particolarmente importante oggi e direi che attribuisce all'Italia il primo piano nell'ambito europeo è proprio la sua stabilità. È quello che i nostri avversari politici non hanno mai avuto e ci invidiano e cercano di minare questa stabilità con tutti i mezzi compreso quello di fare pensare che un'eventuale vittoria del No potrebbe essere risolutiva. A parte che sono arcisicuro che vincerà il Sì, questo non avrebbe alcuna conseguenza per il governo".

Nordio apprezza l'intervento di Mattarella, e l'invito a

tenere bassi i toni. E dice che a lui non interessano le polemiche. Vuole solo spiegare il senso della riforma: separazione delle carriere, sorteggio per i due Csm, istituzione di una alta Corte che giudichi i magistrati.

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