Coronavirus

Il decreto ristori bis

Il governo stanzia 2,8 miliardi per gli indennizzi. Bonus baby sitter fino a mille euro. Fisco: rinvio di Ires, Irpef e Irap. L'Imu è cancellata ma non per tutti.

Il decreto ristori bis

Due miliardi e 800 milioni di euro per tamponare gli effetti della seconda ondata di Covid e risarcire le attività economiche danneggiate dalle misure previste dall'ultimo Dpcm. Cifra minima, limitata più per esigenze di finanza pubblica che per scelta: il governo, a partire dal ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, vuole evitare un altro scostamento di bilancio e si prepara ad una correzione di rotta nel caso, per nulla remoto, in cui un calo del Pil più marcato delle previsioni dovesse complicare il quadro dei conti pubblici.

Il decreto Ristori, approvato nella notte di venerdì, è segnato da tutte le incertezze che hanno accompagnato le misure prese dal governo dallo scoppio della pandemia in poi. Dall'efficacia degli strumenti, alle platee interessate.

Con l'ultimo decreto si aggiunge anche l'incognita territori. La cifra stanziata è pensata per poche regioni in zona rossa. Se queste, a causa di un peggioramento della situazione sanitaria, dovessero aumentare, le attività economiche danneggiate crescerebbero di numero. E così i costi.

Problema che vale soprattutto per la principale tra le misure approvate dal consiglio dei ministri: la sospensione dei versamenti. Stop alle tasse come l'Iva e ai contributi del mese di novembre per i destinatari dei ristori. Per le attività colpite nelle zone arancioni e rosse, c'è anche il rinvio del secondo acconto Ires, Irpef e Irap.

Esteso il credito di imposta per gli affitti commerciali, cedibile al proprietario dell'immobile e pari al 60% dell'affitto per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Cancellazione della seconda rata Imu per le imprese destinatarie dei contributi a fondo perduto a patto che i proprietari siano anche i gestori dell'attività.

In questo caso si tratta di entrate sottratte allo Stato, che rischiano di creare problemi di liquidità in caso di un aumento delle regioni rosse e arancioni interessate dai limiti alle attività produttive previste dall'ultimo Dpcm del governo Conte.

La legge prevede un fondo per compensare le attività delle Regioni che potrebbero venire interessate da future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico.

Il testo definitivo del decreto, ancora non disponibile, farà chiarezza. Ma le numerose bozze uscite dal Mef negli ultimi giorni prevedevano stanziamenti minimi.

L'ultima bozza, quasi definitiva, prevede le misure anticipate nei giorni scorsi. C'è il fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle attività economiche che hanno sede nei centri commerciali e per le industrie alimentari.

Per quanto riguarda le famiglie, nelle regioni rosse nelle quali è prevista la sospensione delle attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado viene previsto un bonus baby sitter da 1.000 euro e, nel caso in cui la prestazione di lavoro non possa essere resa in modalità agile, il congedo straordinario con il riconoscimento di un'indennità pari al 50% della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti.

Confermato il rafforzamento degli aiuti per alcune aziende che già avevano diritto ai ristori e ora affronteranno le nuove misure restrittive nelle zone arancioni e rosse. Il contributo a fondo perduto è aumentato di un ulteriore 50 per cento.

Il governo ha assicurato che i contributi del primo decreto arriveranno da domani. Per quanto riguarda questa ultima integrazione, Gualtieri ha promesso «bonifici entro due settimane».

Confermato anche l'allargamento degli aiuti ad altre categorie. I codici Ateco già inclusi erano 53, se ne dovrebbero aggiungere un'altra quarantina - secondo quanto riportato ieri dal sito Startmag.

Nel decreto trovano spazio anche misure non strettamente inerenti ai ristori. Tra questi, il potenziamento del sistema sanitario con l'arruolamento a tempo determinato di 100 fra medici e infermieri militari e la conferma fino al 31 dicembre di 300 fra medici e infermieri a potenziamento dell'Inail.

Poi misure a favore del trasporto pubblico locale alle prese con il limiti del Dpcm: un ampliamento del fondo dedicato di 300 milioni di euro per il 2021, 100 dei quali possono essere utilizzati anche per servizi aggiuntivi destinati anche agli studenti.

Confermato il fondo da 100 milioni di euro per il volontariato. «Un fondo per i soggetti del terzo settore che non rientrano fra i beneficiari del contributo a fondo perduto», ha spiegato Gualtieri.

Tante categorie da sostenere. Possibile solo perché le zone rosse e arancioni sono, almeno per il momento limitate a poche regioni.

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