Il grande buco del Dpcm: ci sono i divieti, non le multe

Nel testo mancano le sanzioni sugli spostamenti. E quelle dei decreti precedenti non sono applicabili

Il grande buco del Dpcm: ci sono i divieti, non le multe

L'ultimo Dpcm anti Covid varato dal governo giallorosso si appoggia su un decreto legge che presenta un clamoroso buco nero. Il testo del dl 2 dicembre 2020 n. 158 sulle festività riporta l'elenco delle misure di contenimento che saranno rigorosamente applicate in vista del periodo natalizio, con tanto di obblighi e divieti. Ma nello stesso documento non vi è alcuna traccia delle sanzioni riservate agli eventuali trasgressori di quelle stesse misure. Che si tratti di una svista tecnica commessa dall'esecutivo o di un inaspettato regalo di Natale concesso ai cittadini, la situazione è comunque paradossale.

Il premier Giuseppe Conte, dopo giornate intere passate a mediare tra le riottose anime dell'esecutivo, era riuscito a sfornare una strategia di contenimento espressione della linea più dura della maggioranza. Vietatissimo, dal 21 dicembre al 6 gennaio, «ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome». Il 25, 26 dicembre e l'1 gennaio vietato «ogni spostamento tra comuni», salvo le solite comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Poche le deroghe concesse, tra cui la possibilità di rientrare presso la propria residenza, domicilio o abitazione, ad eccezione delle seconde case. Al di là delle tante incongruenze di un Dpcm criticato da Regioni, opposizioni e pure da una fetta di maggioranza, è interessante notare come il dl 158 non contenga riferimenti a multe o sanzioni. Detto altrimenti, il governo ha stilato un elenco di divieti sugli spostamenti senza tuttavia inserire specifiche sanzioni per gli eventuali trasgressori del blocco della circolazione previsto durante le feste.

Un bel pasticcio, anche perché è impossibile applicare ai suddetti divieti le sanzioni contenute nei decreti precedenti, in quanto non congruenti. Il motivo è semplice: le sanzioni amministrative da 400 a 1.000 euro presenti nel vecchio decreto legge n. 33 - che richiamavano a loro volta quelle presenti nel Dl n. 19 del 2020 - non sembrano essere applicabili ai nuovi divieti decisi dal governo. Il Dl 33 prevedeva infatti stangate per chi violava gli spostamenti tra regioni riguardanti «specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree».

Le stesse sanzioni non possono più essere applicate in vista del Natale, dal momento che il blocco della circolazione sarà presto uniforme su tutto il territorio italiano e che questo prescinderà dalla «proporzionalità del rischio epidemiologico», visto che tutte le regioni stanno gradualmente colorandosi di giallo. Dunque, a meno che l'esecutivo non corregga la svista, il temutissimo divieto di spostamento non sarà accompagnato da sanzioni di alcun tipo. L'unica sanzione possibile, ha sottolineato Il Sole 24Ore, potrebbe essere quella prevista dall'art. 650 del Codice penale, un articolo che trova applicazione quando l'inosservanza del provvedimento dell'autorità non sia sanzionata da alcuna norma. Se così dovesse essere, i trasgressori rischiano l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro. Ipotesi improbabile ma da prendere in considerazione. A meno che l'esecutivo, come detto, non metta una pezza in extremis all'ennesimo pasticcio commesso dallo scoppio dell'emergenza Covid a oggi.

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