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Del Grande evaso per la seconda volta: "È pericoloso"

Nel '98 sterminò la famiglia. La prima fuga a ottobre 2025. Era in comunità ad Alba

Del Grande evaso per la seconda volta: "È pericoloso"
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Lo ha fatto di nuovo. Per la seconda volta in sei mesi Elia Del Grande, il 50enne di Cadrezzate noto per essere stato l'autore della "strage dei fornai" in cui nel 1993 uccise i genitori e il fratello, è in fuga.

Domenica non è rientrato dal permesso pasquale che gli ha consentito di allontanarsi dalla casa-lavoro di Alba dove avrebbe dovuto trascorrere sei mesi per lavorare come volontario in una mensa dei poveri. Del Grande avrebbe dovuto rientrare nel pomeriggio, invece non si è presentato, così come aveva fatto lo scorso novembre quando si era allontanato da una struttura analoga nel Modenese.

In autunno era stato rintracciato dai carabinieri del Ros nel suo paese, a Cadrezzate, dopo che si era nascosto per settimane muovendosi di notte sul lago di Monate con il pedalò. Anche questa volta gli investigatori lo stanno cercando nella provincia di Varese dove Del Grande ha diverse proprietà e conosce bene il territorio, oltre che in Piemonte e nel resto d'Italia.

Il 7 gennaio 1998, quando aveva 22 anni, sterminò a fucilate tutta la famiglia. Per il triplice omicidio fu condannato all'ergastolo, poi in appello la pena venne ridotta a trent'anni. Grazie ai vari benefici di legge ne trascorse in cella 25. Del Grande uccise a colpi di fucile il padre Enea, 58 anni, la madre Alida, di 53, e il fratello Enrico, di 27, imprenditori nel campo della panificazione, perché si opponevano al matrimonio con una ragazza domenicana di cui era innamorato. Dopo avere scontato 25 anni di carcere per il triplice omicidio, il killer venne messo in libertà vigilata dai giudici del tribunale di Sorveglianza e collocato in una casa-lavoro.

Stava cercando di riprendere una vita normale, ma a causa di alcune "gravi inadempienze" legate agli orari imposti dalle autorità per la permanenza presso il domicilio i giudici gli avevano inasprito la pena con la detenzione nella casa lavoro di Castelfranco Emilia. È da lì che il 30 ottobre del 2005 aveva organizzato la prima fuga calandosi dalle mura con una corda fatta di lenzuola. In quell'occasione la latitanza durò poco. Il 12 novembre venne catturato e, in attesa che il Tribunale di Sorveglianza si pronunciasse sulla sua pericolosità sociale, era stato mandato per sei mesi nella struttura piemontese da cui adesso è nuovamente scomparso.

"Avevo un lavoro stabile, stavo cercando di ricostruirmi una vita, con una compagna e ritmi regolari", aveva scritto a Varesenews in una lettera inviata dopo la sua latitanza per spiegare la sua condizione e denunciare il modo in cui vivono gli internati nelle case lavoro.

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