Franceschini scende in campo per il Colle

Il ministro lancia segnali a M5s. E Zingaretti vuol blindare l'uso dei fondi

Franceschini scende in campo per il Colle

Dario Franceschini strizza l'occhio al Quirinale. Nicola Zingaretti blinda segreteria e governo. Goffredo Bettini lavora al rimpasto nell'esecutivo Conte. Nel Pd i giochi si aprono su più fronti. Il ministro della Cultura inizia a tessere la tela con le opposizioni per essere tra i nomi sul tavolo quando si voterà, nel 2022, per eleggere il Capo dello Stato. Per Franceschini - la carta per tirare dentro le forze di opposizione sono i fondi del Recovery fund: «Penso che possiamo arrivare a fine legislatura, e vedo tre grandi priorità: la prima è gestire l'emergenza Covid, la seconda è l'utilizzo del Recovery fund progettando l'Italia del futuro, la terza è avviare una nuova stagione di riforme istituzionali. Queste tre priorità sono un terreno formidabile per cercare di costruire un rapporto con l'opposizione. Attraverso il dialogo Stato-Regioni e naturalmente in Parlamento. Credo sia possibile, anche perché al centrodestra dopo le ultime regionali mi pare sia passata la voglia di andare subito al voto» - dice Franceschini in un'intervista a Repubblica. Il ministro, che radunerà i fedelissimi di area dem per una tre giorni, dal 9 all'11 ottobre nel complesso di Sant'Agostino a Roma, prova ad accreditarsi nel centrodestra per la partita sul Quirinale.

I fondi del Recovery fund sono anche l'arma nelle mani di Zingaretti per compattare il Pd intorno alla sua leadership e dettare l'agenda del governo. Il segretario riunisce (ieri) in videoconferenza i ministri dem, i capigruppo di Camera e Senato e il presidente della conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini, potenziale sfidante di Zingaretti per la guida del Partito. Un conclave per rivendicare la regia nella fase della ricostruzione in vista del 15 ottobre, giorno in cui la Commissione Europea avvierà le consultazioni informali sui Recovery Plan, che si concluderanno entro la fine dell'anno. Vertici dem, ministri e rappresentanti degli enti locali, quindi, hanno fatto il punto su come andare avanti con quei progetti che risultano trasversali a più ministeri. Un lavoro necessario per definire esattamente il «taglio» dei progetti, i tempi previsti e l'impegno di spesa, così come chiede l'Europa. Per il segretario dem è fondamentale che a uscire dalla crisi sia un Paese migliore di quello pre-covid. Al netto della partita europea, Zingaretti punta a essere centrale nell'azione di governo nei prossimi mesi, per scongiurare sgambetti interni e vincere il braccio di ferro con i Cinque stelle su Mes e Recovery fund. Lavora su un altro fronte, quello del rimpasto di governo, Goffredo Bettini, braccio destro del segretario: «Noi chiediamo un rafforzamento politico del governo, serve un governo più unito che abbia una visione comune. Sui nomi vedrà Conte». Al Nazareno ognuno ha iniziato a giocare la propria partita.

Commenti