Grano, partite altre 4 navi Il Papa: speranza di pace. Ma il primo carico tarda

È giallo sull'imbarcazione attesa in Libano. All'Italia 6mila tonnellate di olio di girasole

Grano, partite altre 4 navi Il Papa: speranza di pace. Ma il primo carico tarda

Altre quattro navi da carico, con a bordo mais e olio di girasole, sono partite ieri mattina dai porti ucraini di Odessa e Chornomorsk. Per ora funziona l'accordo tra Mosca e Kiev mediato da Turchia e Onu.

Tuttavia un sottofondo di tensione rimane, soprattutto alla notizia dei ritardi della nave Razoni, attesa in Libano ieri mattina. L'imbarcazione - la prima a varcare i corridoi in mare garantiti dall'accordo - è partita lunedì scorso dal porto di Odessa e avrebbe già dovuto attraccare a Tripoli ma niente. L'ambasciata di Kiev a Beirut spiega che il suo arrivo è stato «posticipato», senza fornire spiegazioni. Si spera che non ci siano intoppi e che nelle prossime ore si possa celebrare la cerimonia per il primo arrivo, sciogliendo qualsiasi ombra di dubbio.

Secondo una fonte ufficiale contattata dall'agenzia Agi, la nave probabilmente non attraccherà a Tripoli se riuscirà a vendere il suo carico a un commerciante in un altro Paese. «La nave arriverà in Libano solo in un caso: se un commerciante acquista il suo carico» ha detto la stessa fonte in condizione di anonimato.

Visti i precedenti, finchè i container non verranno scaricati, un po' di tensione è pur comprensibile. Il successo dei corridoi del grano, come ha detto Papa Francesco nel suo Angelus di ieri, testimonierebbe «un primo passo per dimostrare che è possibile dialogare e raggiungere risultati concreti. Auspico - ha aggiunto il pontefice - che seguendo questa strada si possa arrivare a una pace giusta e duratura». In base a quanto comunicato dalle autorità di Ankara, sono partite dai porti ucraini la nave Mustafa Necati con 6mila tonnellate di olio di girasole, diretta in Italia; la nave Star Helena, con 45mila tonnellate di olio di girasole, diretta in Cina, la nave Glory, con a bordo 66mila tonnellate di mais dirette a Istanbul; la nave da carico secco Rivo Wind, che trasporta 44mila tonnellate di mais alla turca Iskenderun. La nave diretta in Italia dovrebbe approdare nel porto di Monopoli, a sud di Bari.

Una buona notizia per l'Italia. Con l'aumento record del 66%, l'olio di semi di girasole è il prodotto alimentare che ha fatto registrare il maggior incremento dei prezzi proprio a causa del blocco navale dall'Ucraina da dove è arrivato quasi la metà (46%) delle importazioni nazionali per un totale di ben 260 milioni di chili, lo scorso anno. A fare i calcoli sull'impennata di prezzi è Coldiretti, in base ai dati Istat. «La mancanza di olio di girasole si è fatta sentire in Italia dove - sottolinea la Coldiretti - è risultato introvabile sugli scaffali dei supermercati e numerose catene che sono state costrette a razionare le vendite mentre molte industrie alimentari hanno dovuto modificare le ricette dei proprio prodotti». Oltre che per le fritture, l'olio di girasole viene impiegato infatti dall'industria alimentare per la produzione di conserve, salse, maionese, condimenti spalmabili e la ripresa delle forniture può significare risparmi economici per le imprese costrette a rifornirsi con prodotti alternativi più costosi. «La ripresa delle spedizioni - spiega Coldiretti - è dunque destinata ad avere effetti anche sull'inflazione con i prezzi dei prodotti alimentari che sono aumentati in media del 9,6% a luglio, trainati proprio dagli oli di semi di girasole (+66%), dal burro (+31,9%) e dalla farina (+21,5%) che salgono sul podio dei prodotti maggiormente rincarati, secondo l'analisi Coldiretti su dati Istat.

Intanto in Ucraina, un altro porto, oltre a quello di Odessa, è pronto a riprendere l'attività la prossima settimana nell'ambito degli accordi sul grano. Lo ha assicurato il viceministro ucraino delle infrastrutture Musatafa Nayyem in un post su Facebook: «La prossima settimana prevediamo di aggiungere il porto di Pivdennyi all'iniziativa del grano. Entro un mese raggiungeremo i 3 milioni di tonnellate di esportazioni di prodotti agricoli ucraini».

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