Grazie a chi è scappato adesso il virus è al Sud. In un giorno 250 morti

Bestia. Nelle parole di chi combatte in prima linea il nemico Sars cov 2 si riversa tutta la rabbia di non riuscire ancora a contenerlo. Ma da parte dei medici anche tanta amarezza perché mai come in questo frangente si sono sentiti abbandonati proprio da chi dovrebbe sostenerli. Il governo e le istituzioni che, denunciano, continuano ad esporli al virus privi degli strumenti necessari.

E il bollettino quotidiano anche ieri ha dato ragione agli esperti che parlano di una battaglia ancora molto lunga. I contagiati sono saliti a 17.660, dunque 2.547 in più in 24 ore. Sono 1.439 i guariti e 1.266 i deceduti, ovvero 250 in un giorno. I pazienti attualmente positivi sono 14.955. Di questi 6.201 in isolamento domiciliare e 1.328 in terapia intensiva. Ed è boom in Emilia Romagna: 2.263 i casi di positività, 316 in più rispetto al giorno prima. Siamo il primo Paese per contagiati nel mondo: in Cina sono 22, in Iran 1.289, in Corea del Sud 120. Sono sempre gli ospedali lombardi quelli più sotto pressione, con 650 persone in terapia intensiva. Si avvicina dunque il punto di saturazione, il momento in cui i posti letto attrezzati potrebbero non essere sufficienti per curare tutti. E se a Codogno si esulta per il dato zero contagi raggiunto grazie al rigoroso rispetto delle misure di contenimento a Bergamo e a Brescia i contagi si moltiplicano. Ieri i contagi a Brescia erano saliti a 1.749. All'Ospedale Civile occorrono almeno altre 20 postazioni di terapia intensiva.

E il nodo non sciolto è proprio questo: data l'alta percentuale di pazienti che hanno bisogno di aiuto per la respirazione i posti in terapia intensiva non ci saranno per tutti. Una proiezione appena pubblicata dalla rivista Lancet elaborata dall'Istituto Mario Negri prevede oltre 30mila contagiati entro pochi giorni. Andrea Remuzzi e Giuseppe Remuzzi sulla base dei dati disponibili sul numero dei pazienti COVID-19, analizzano da un lato l'andamento del trend dei contagi e dall'altro il trend dei pazienti bisognosi di terapia intensiva. I dati disponibili fino ad oggi forniti dal Ministero della Salute seguono sostanzialmente un modello esponenziale che indica un valore di R zero (il numero delle persone che un solo positivo può contagiare) compreso tra 2,8 e 3,2. Un valore altissimo. Dato che la percentuale di pazienti che richiedono la terapia intensiva è vicina al 10 per cento si prevede «che potrebbero essere teoricamente necessari fino a 4.000 posti letto di terapia intensiva durante il periodo peggiore dell'infezione, che sarà verosimilmente tra circa 4 settimane». Oggi i posti in totale sono circa 5.200.

Uno scenario drammatico che però non sembra essere stato compreso da tutti i cittadini, come denuncia il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. «Se siamo ancora nel pieno dell'emergenza è in parte perché l'abbiamo sottostimata ed è verosimile aspettarci casi in questo weekend in parte come effetto dei comportamenti assunti lo scorso fine settimana. - denuncia Brusaferro - L'incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia. È un'ipotesi speriamo sia smentita».

A chiamare bestia il Covid -19 è Massimo Galli l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano. «Dopo settimane di battaglia contro il coronavirus è una bestia che ci ha invaso e ci terrà compagnia per un periodo non breve. La mobilitazione di tutti è fondamentale perché questo periodo venga accorciato», avverte Galli che ritiene sia ancora presto per «capire gli effetti delle misure restrittive». Due settimane a voler essere ottimisti, dice.

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano sulla base dell'andamento in Cina e dei dati italiani stima che il picco si avrà a fine marzo e la fine del problema in Italia tra maggio e giugno.

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