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Grazie principessa. L'Emilia si scopre innamorata di Kate

La visita a Reggio tra scuole, vigneti e tortelli. Le "chiacchiere" in italiano

Grazie principessa. L'Emilia si scopre innamorata di Kate
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Il day after è ancora amore fra la Principessa venuta d'oltreoceano e Reggio Emilia che deroga al suo tenace Dna pop e strizza l'occhio alla monarchia, o meglio al soft power di una donna che profonde grazia, impegno, sofferenza e traghetta nella modernità il suo titolo reale. Questa è la fiaba di Caterina d'Inghilterra: gioca con i bimbi nello stagno della scuola, parla in italiano di pizza e sostenibilità, fa domande profonde ai "potenti" accorsi ad incontrarla e, dopo essersi bagnata i capelli sotto una pioggia quasi inglese, chiede un asciugacapelli per sistemarsi un po'. Vezzo di principessa o pragmatismo femminile. Al suo secondo giorno di visita per comprendere il metodo educativo del Reggio Children veste in beige, lo stesso blazer gessato con cui parlò due anni fa della malattia, una gonna a pieghe e pratiche slingback décolleté con mezzo tacco e punta in cuoio con cui camminare anche sull'erba. Più tardi, prima di partire dall'aeroporto di Parma, farà anche la rezdòra. Senza grembiule, ma con il mattarello, tirerà la sfoglia come molte casalinghe emiliane fanno ancora per impastare i tortelli di erbetta che poi l'agriturismo Il Vigneto di Barbiano le cuocerà espressi. Di questi, come dell'erbazzone mordicchiato ieri, chiede anche la ricetta siglando, inconsapevole di certi campanili repubblicani e nostrani, una storica pace fra Parma e Reggio Emilia. Sull'Embraer che la riporta a Londra è stata fatta arrivare cotta nella notte - anche la creazione in creta che ha forgiato ieri al centro Malaguzzi. Ma il regalo, intanto, lo fa lei ad una città che ora crede ancora più in se stessa. "Avrei voluto studiare in una scuola così, tutti dovrebbero avere un luogo come questo", dice, lasciando la scuola per l'infanzia Allende dove ha a lungo osservato come l'ambiente ed il legame con la natura siano fra gli ingredienti della ricetta del Reggio Children. La speranza delle istituzioni ora è che la collaborazione continui e chissà, che alcuni docenti possano tastare con mano nuove sinergie con le scuole inglesi. Un erasmus adulto come quello che lei fece a Firenze e che le ha permesso di dialogare spesso, in queste ore, nella lingua di Dante. Dopo la scuola, Kate ha visitato il centro di riciclo Remida. Si scrive tutto attaccato, ma il ricordo del re che trasformava tutto in oro è chiaro e si attaglia alla royal venuta d'Albione. L'oro moderno ora, però, sono quelle 200 tonnellate di materiale che ogni anno 200 aziende del territorio, fra cui Iren e Maramotti Max Mara, fanno arrivare qui nell'ex mangimificio Cafarri. Entrano scarti rinascono giochi, materiali grezzi riutilizzati in 300 scuole del territorio. "Aiutami", le dice una bimba in equilibrio precario su un tubo. "Vieni ad insegnare inglese nella mia scuola?": Kate sorride, le piacerebbe? "So relaxed", così la definiscono gli oltre 40 media britannici al seguito di queste 24 ore italiane.

È maggio ma sembra Aprile, quello cinematografico di Nanni Moretti che, proprio da Hyde Park, arringava alla folla esaltando il modello reggiano delle scuole. Chissà se Kate lo ha visto. Ma quel messaggio le è comunque arrivato: "Arrivederci, grazie, qui è bellissimo". Ed ora a casa, prima di mezzanotte, dai suoi bimbi. Ma la fiaba continua, Thank you, princess.

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