La Grecia in lotta con il fuoco, turisti in fuga. Dopo Rodi tocca a Corfù: 20mila acri in fumo

Decine di roghi dolosi alimentati dal vento e dall'ondata di caldo record. Villaggi evacuati, un allevatore scomparso. Mitsotakis: "Giorni difficili"

La Grecia in lotta con il fuoco, turisti in fuga. Dopo Rodi tocca a Corfù: 20mila acri in fumo
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Turisti accampati negli aeroporti e nelle palestre, nubi di fumo come in un passo della mitologia e le rassicurazioni del premier Kyriakos Mitsotakis. Dopo Rodi, è Corfù il fronte di fuoco che imperversa sull'estate ellenica, con migliaia di vacanzieri in fuga, altrettanti che disdicono le prenotazioni, mettendo a repentaglio una fetta consistente del pil greco.

A Corfù sono almeno 20mila gli acri andati in fumo, dopo che tre roghi si sono alzati simultaneamente, circostanza che ha fatto dichiarare al sindaco dell'isola ionica che la matrice dolosa è praticamente certa. La foresta vergine sul Monte Pantokratoras è stata solo la punta di un iceberg che visto dal porto corfiota sembra quasi una montagna di fuoco che può venire già da un momento all'altro. Sono 17 i villaggi evacuati, con la Guardia costiera che ha portato in salvo 59 persone che si trovavano sulla spiaggia di Nisaki. I Vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per impedire che le fiamme raggiungessero le abitazioni.

Non migliora la situazione a Rodi, dopo l'evacuazione record di due giorni fa: nel pomeriggio di ieri nuova allerta lanciata dalla Protezione civile. La situazione è da incubo per i villaggi di Platanistos e Potami perché il fuoco è entrato nei cortili, ha bruciato gli allevamenti e i forti venti continuano a spingere le fiamme nelle zone residenziali.

Anche l'entroterra ellenico è stato interessato da alcuni gravi incendi: a Karystos si combatte «una vera battaglia su tutti i fronti», ha detto il governatore della Grecia Centrale, Fanis Spanos. Se da un lato sono riusciti a contenere lo slancio dell'incendio verso il villaggio di Potami e in parte verso il villaggio di Platanistos, il fronte verso Livadi e Evia, l'isola cara a Lady D, è incontrollato, anche se lontano dalle aree popolate.

Secondo le testimonianze di alcuni residenti i soccorsi aerei hanno impedito la propagazione dell'incendio a Platanistos, letteralmente all'interno dei cortili, mentre le fiamme crescono intorno alle case del villaggio, ma a preoccupare le autorità sono le temperature in aumento e i venti che non si fermano. Un allevatore è attualmente scomparso a Platanistos, mentre nuovi fronti di fuoco si segnalano a Ritsona e Tebe, dove l'incendio si è sviluppato in un'area urbana, nei pressi del boschetto della Santissima Trinità.

«Siamo in guerra contro gli incendi boschivi che stanno devastando il paese - ha affernato il premier conservatore Mitsotakis riferendo in Aula - e abbiamo dinanzi a noi altri tre giorni difficili a causa delle altissime temperature, ma risarciremo chi ha subito i danni».

Il ministro della protezione civile, Vassilis Kikilias, annuncia il raddoppio del personale antincendio «nel tentativo di combattere l'illegalità e le provocazioni di incendi in tutta la Grecia», dopo che il paese da 12 giorni combatte contro 500 roghi, quasi tutti dolosi, nell'Attica occidentale, a Loutraki, a in Beozia, a Naxos e nel Peloponneso.

«La nostra priorità è la protezione della vita umana», ha sottolineato, aggiungendo che continueranno a combattere a fianco delle comunità locali e dei volontari poiché le condizioni meteorologiche rimangono estremamente pericolose.

Subito è scattato il meccanismo di soliarietà europea, con 450 vigili e molti mezzi di soccorso giunti in

Grecia da Bulgaria, Cipro, Croazia, Italia, Francia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia.

Da circa due settimane in Grecia sta andando in scena l'ondata di caldo più lunga degli ultimi quarant'anni, battendo il record del 1987.

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