La sceneggiata della spigola: il finto patto Conte-Grillo

Davanti a una spigola al forno si è compiuta la pace tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, che vuole recuperare la fiducia degli elettori. Ma è solo una farsa...

La sceneggiata della spigola: il finto patto Conte-Grillo

Le cattive acque in cui naviga il Movimento 5 Stelle devono aver convinto Beppe Grillo a fare marcia indietro su Giuseppe Conte. I due sono stati avvistati a pranzo a Marina di Bibbona, in un ristorante situato nei pressi della villa del garante del Movimento 5 Stelle. A proteggerli dagli occhi indiscreti dei curiosi c'era la scorta, che non li ha lasciati solo un attimo. I due hanno concretizzato il riavvicinamento tentato nei giorni scorsi dopo lo scambio pubblico di accuse.

Fonti grilline parlano di "pieno sostegno al progetto di Conte" da parte dell'Elevato, che ha ascoltato il suo ritrovato pupillo davanti a un menù a base di pesce, composto da un antipasto e da una spigola al forno con verdure. Per dolce, Conte e Grillo hanno mangiato il dolce preparato dal proprietario del ristorante. Fonti vicine al Movimento 5 Stelle riferiscono che ora i rapporti tra i due sarebbero più distesi. Nelle prossime ore si attende la pubblicazione sul sito del M5s del nuovo statuto, con la convocazione dell'assemblea degli iscritti per il voto.

L'annuncio del pranzo con Giuseppe Conte è stato dato dallo stesso Beppe Grillo, che su Facebook ha pubblicato uno scatto insieme all'ex premier con una didascalia significativa: "E ora pensiamo al 2050!". Sembrano quindi appianate le divergenze, Beppe Grillo pare si sia rassicurato sulle intenzioni di Giuseppe Conte, che è pronto all'investitura come leader politico e presidente del Movimento 5 Stelle, una figura di nuova istituzione finora assente. I sondaggi dei giorni scorsi, d'altronde, erano stati impietosi per il M5s. Nello scenario in cui l'ex premier si fosse messo "in proprio" e avesse messo in piedi il proprio partito, sia il MoVimento che la nuova realtà politica di Conte non avrebbero raggiunto il 10% del consenso popolare. Una vera Caporetto che avrebbe decretato la fine del sogno di Grillo e del M5s.

L'obiettivo è quello di rinsaldare le fila del MoVimento, che nelle ultime settimane è apparso allo sbando e pronto a disgregarsi in qualunque momento. Le tensioni interne sono tante, comprese quelle sorte dopo l'ok dei ministri pentastellati alla riforma della Giustizia di Marta Cartabia, che di fatto cancella quella di Alfonso Bonafede che solo fino a pochi mesi fa veniva considerata una vittoria del Movimento 5 Stelle. L'ufficialità del nuovo corso nel MoVimento avverrà solamente ad agosto, espletate le pratiche burocratiche necessarie. Basterà questo al M5s? L'ultimo teatrino ha davvero il sapore della farsa...

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