La guardia costiera trasformata per legge in Ong salva migranti

La rinuncia al controllo delle nostre frontiere è in manovra. Arriva pure la nuova web tax

La guardia costiera trasformata per legge  in Ong salva migranti

Roma - Entra nel vivo la sessione di bilancio alla Camera dei deputati. È arrivata la modifica alla Web tax così come era stata varata dal Senato, una nuova versione che taglia l'aliquota unica dal 6 al 3%, ma non allarga la tassa al commercio elettronico. Spuntano anche altri emendamenti, approvati nella notte tra domenica e lunedì.

Tra questi, uno impegna il governo a fare le veci delle Ong che andavano a cercare le barche di immigrati imbarcati nel Nord Africa e stabilisce che «le risorse stanziate per il controllo delle frontiere marittime» debbano «essere prioritariamente utilizzare per la ricerca e salvataggio di vite umane», ha spiegato il deputato di Possibile, Andrea Maestri, esponente di Liberi Uguali, autore della proposta di modifica.

In altre parole - se l'emendamento dovesse arrivare integro fino all'approvazione della manovra - la legge di Bilancio stabilisce che le risorse per proteggere le coste siano utilizzati in primo luogo per portare in Italia aspiranti rifugiati o migranti economici.

Lo scopo, continua Maestri, è «rendere prevalente la funzione di soccorso in mare dei migranti invece che il controllo securitario delle frontiere marittime. Per noi è fondamentale il ruolo delle navi delle Ong, che con il loro lavoro coprono le insufficienze delle operazioni post Mare nostrum, Triton e Sophia. Ma è anche fondamentale ripristinare un capillare servizio pubblico e istituzionale italiano ed europeo di ricerca e salvataggio».

Sempre in tema immigrazione - anche se in un'accezione più simbolica - è stato confermato lo stanziamento per consentire il trasporto e l'installazione presso l'Università di Milano del relitto del peschereccio che è naufragato il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia. Sono 600 mila euro.

Alla commissione Bilancio è arrivato il pacchetto di emendamenti del relatore Francesco Boccia, compresa l'attesa Web tax. La proposta di Boccia modifica il provvedimento uscito dal Senato firmato dal collega del Pd Massimo Mucchetti. L'aliquota per le singole transazioni digitali tra operatori economici scende dal 6% al 3% e, diversamente da quanto ipotizzato all'inizio, non viene allargata al commercio ma sarà applicata solo alle grandi multinazionali. Gettito atteso, 190 milioni, ha assicurato lo stesso Boccia. Eliminata la possibilità di compensare la tassa con un credito di imposta per le imprese residenti in Italia.

I big del commercio elettronico sono stati salvati dalla stretta fiscale, ma non dalla concorrenza nazionale. Poste dovrà assicurare il servizio universale per i pacchi fino a cinque chili e quindi sfiderà sul terreno dell'e-commerce grandi gruppi come Amazon.

Tra le proposte di Boccia, anche un emendamento che parifica i prestiti «peer to peer» sulle piattaforme digitali ai redditi da capitale, quindi prevede un'aliquota al 26%.

Tra le novità, il quasi raddoppio alle detrazioni per figli a carico. Il tetto passa dagli attuali 2.800 euro a 4.000 euro. A beneficiare della nuova versione delle detrazioni dovrebbero essere 400 mila famiglie. L'allargamento della platea dell'Ape social, invece, riguarda circa circa 53.000.

Alleggerito il giro di vite sulle sigarette elettroniche. Ieri pomeriggio la commissione Bilancio ha approvato un emendamento che prevede la vendita online dei cosiddetti svapatori, che resta però proibita per i liquidi delle sigarette elettroniche.

Confermato il bonus caldaie, cioè una detrazione del 50 per cento per la sostituzione degli impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione di classe A. La detrazione sale al 65% per l'istallazione di impianti più evoluti.

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