addio alla Regina

Harry e Meghan, due tiranni scortesi a Corte

Ossessioni e metodi brutali con lo staff. Quando lei disse: "Dovrebbero pagarmi..."

Harry e Meghan, due tiranni scortesi a Corte

Assistenti in lacrime, attacchi di nervi prima di parlare con la regina, continue chiamate e messaggi allo staff, sfuriate umilianti al limite del bullismo. Dopo 15 anni da corrispondente della Casa Reale, e dopo aver raccolto decine di testimonianze di Palazzo con retroscena e indiscrezioni sulle intemperanze dei duchi di Sussex, arriva il corrispondente del londinese The Times, Valentine Low, a demolire l'immagine privata di Harry e Meghan, fuggiti negli Stati Uniti creando grande scompiglio a Buckingham Palace, e freschi reduci dal funerale di Sua Maestà, fonte di nuove incomprensioni e malumori.

In uscita il 6 ottobre nel Regno Unito, «Courtiers» («Cortigiani», sottotitolo: «Il potere nascosto dietro la Corona») è uno spaccato di oltre 6 anni di relazione professionale e umana tra il Principe Harry e i membri del suo staff. Ma è soprattutto il racconto del veloce deteriorarsi di quel rapporto, dopo l'approdo a Palazzo dell'attrice americana Meghan Markle, oggi moglie di Harry, dalla quale non a caso diversi collaboratori sono fuggiti.

Negli estratti del libro, promesso bestseller anticipato dal Times, si raccontano le paranoie di Harry e i modi a dir poco rudi della coppia con i collaboratori e lo staff dei familiari. Un approccio al limite del patologico, che Low restituisce tramite le confessioni dall'interno del Palazzo. Harry si paragonava spesso al principe Andrea, il terzogenito della Regina e fratello del nuovo Re Carlo, e sembrava ossessionato dalla perdita di visibilità al 18esimo compleanno del nipotino, il figlio del fratello William, che oggi di anni ne ha 9, ma è già secondo in linea di successione al trono e ha scavalcato Harry: «Dopo i 18 anni di George, sarò uno sconfitto», diceva il principe. «Aveva la fissazione di avere una data di scadenza», racconta una fonte.

Le cose sono peggiorate nel 2016, anno di ingresso di Meghan nella vita di Harry. Dopo le indiscrezioni dei media sul loro fidanzamento, lei lo avvertì «che se non avesse confermato la relazione, lo avrebbe lasciato». Lui ripeteva spaventato: «Mi scaricherà». E quando Meghan si stabilì a Palazzo, esplose anche l'ossessione per i media, con Harry che «non si fidava dei collaboratori di Buckingham Palace e del padre», temendo soffiate ai giornalisti, accusandoli di non difendere abbastanza la propria coppia, alimentando continue tensioni fra i due team. «Quando non volevi combattere le sue battaglie - riferisce una fonte su Harry - cominciava a parlare di sindrome da Palazzo, per accusarti di essere stato istituzionalizzato».

Quanto a Meghan, «niente era mai abbastanza» per lei. Di Samantha Cohen, ex assistente segretaria privata della regina, diventata poi segretaria privata dei duchi di Sussex e considerata la migliore a corte, «una santa», la duchessa diceva sempre: «Non capisce, sta fallendo». Dalla Corte, Meghan pretendeva più protezione dall'invadenza dei media e ripeteva: «So come funziona il palazzo. So come andrà a finire. So che non vi importa della fidanzata». E quella volta che la si invitò a essere più comprensiva con lo staff, la duchessa rispose: «Non è il mio lavoro coccolare la gente». Tensioni e frasi forti, come quando nel 2018, dopo un bagno di folla in Australia, fra strette di mano e scambi con la folla in tripudio, Meghan commentò: «Non posso credere di non essere pagata per questo».

Ecco perché a un certo punto la Regina in persona fu costretta a intervenire. Quando Meghan, prima del matrimonio, chiese la tiara della regina Mary, pretendendo di poterla provare subito, inconsapevole di dover rispettare il protocollo per i gioielli. «Siamo a Buckingham Palace, voglio la tiara», disse. E poi quando, nel 2019, i duchi di Sussex cominciarono con un comunicato al vetriolo la loro guerra contro i tabloid, contro «la loro rozza campagna», «che distrugge persone e distrugge vite». Il comunicato fu preceduto da una chiamata tesissima con nonna Elisabetta II. «Loro erano l'ultima cosa a cui pensare la notte e la prima al mattino», ha raccontato un collaboratore. Ce n'è abbastanza per far tremare il nuovo re Carlo III ora che il sipario dei funerali si è chiuso con le solite rabbie e delusioni. E rischia di riaprirsi invece il palcoscenico delle interviste e la guerra in libreria con le memorie di Harry.

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