I 40 anni della Lega, da Bossi a Salvini

Domani a Varese il Carroccio rievoca la sua nascita. Invitati il Senatùr e gli altri fondatori

I 40 anni della Lega, da Bossi a Salvini
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La Lega domani compie quarant'anni e, per i leghisti, è ancora oggi «una splendida quarantenne». Parola di Fabrizio Cecchetti, deputato e coordinatore della Lega Lombarda che, in queste ore, sta organizzando «la festicciola» in piazza Podestà, a Varese. È lì che fu aperta una delle prime sedi del partito fondato da Umberto Bossi nel 1984. È lì che batte, ancora oggi, il cuore del Carroccio. Ci saranno tutti i militanti, già pronti a celebrare uno dei partiti più longevi dell'arco parlamentare. In piazza, domenica mattina, alle 11.30, dovrebbe esserci anche lui, il «Senatùr». «Lo abbiamo invitato personalmente con una lettera firmata da Matteo (Salvini, si intende) e da me» ci dice l'onorevole Cecchetti. Presenti all'evento tutti i ministri del governo Meloni, d'altronde sono tutti e cinque lombardi. E da quelle parti ne vanno fieri. Così, la Lega guidata dal capitano Salvini si ricompatta proprio al nord, proprio lì dove tutto è cominciato e dove, recentemente, si sono aperte delle crepe. A mancare all'appello solo la fronda degli ex guidati da Paolo Grimoldi, ex parlamentare ed ex coordinatore regionale della Lombardia che si oppone alla segreteria di Matteo Salvini tanto da avergli intimato in più occasioni di fare un passo indietro «per il bene del partito». Angelo Ciocca, co-fondatore del Comitato del Nord, nato ufficialmente per rivendicare le istanze dei popoli del settentrione (ufficiosamente per fare le bizze a Salvini), invece, ci sarà: «Io domani sarò in piazza» ci ha detto al telefono. Risottata, pane e salamella e cori tipici, ma non chiamatela Pontida. «Assolutamente, è solo un piccolo incontro, non è un evento politico. Festeggiamo la nostra bella signora» dice Cecchetti. Sicuramente sarà l'occasione per rivendicare quanto fatto in questo anno di governo, in particolare l'Autonomia. «Dopo quarant'anni, finalmente, arriva alla Camera la seconda lettura del disegno di legge sull'Autonomia, un bel regalo che facciamo ai nostri elettori. Ai nostri cittadini, ai nostri tesserati» ci dice con orgoglio l'onorevole Fabrizio Cecchetti che ci tiene a ricordare già il prossimo evento: «Sabato 20 aprile a Bergamo ci sarà un convegno sull'Autonomia, a cui parteciperanno il ministro Roberto Calderoli, il Presidente della regione Attilio Fontana e in collegamento ci sarà Salvini. Noi non ci fermiamo» aggiunge.

È dalla Lombardia che la Lega vuole ripartire, la base in Regione è solida: 15 consiglieri regionali; 236 sindaci; 500 assessori comunali e 1300 consiglieri comunali. Mica pochi. Ed è lì che punta in particolare Salvini per far crescere il consenso in vista delle prossime elezioni europee. L'obiettivo è superare il 10%. Un buon risultato è essenziale per ricompattare il partito e mettere a tacere le voci di dissenso.

«Io non ci sarò, ma sono giustificato perché la mia squadra del cuore domani vola in serie D» ci dice uno dei primi leghisti del sud, l'onorevole Domenico Furgiuele. Ah, non è del Milan come il suo capitano? «No, io tifo Sambiase! È la squadra del mio collegio, Lamezia Terme». Il sud, conquistato da Salvini, non si molla anche se il cuore batte a Varese.

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