I cantanti già armi in pugno. Gli auguri di Zelensky e Nato. Le bombe russe con le strofe

Il mondo ha guardato l'Ucraina attraverso le canzoni, e con gli ascolti da record dell'Eurovision di quest'anno, tutti ci hanno voluto mettere becco

I cantanti già armi in pugno. Gli auguri di Zelensky e Nato. Le bombe russe con le strofe

Il mondo ha guardato l'Ucraina attraverso le canzoni, e con gli ascolti da record dell'Eurovision di quest'anno, tutti ci hanno voluto mettere becco: il presidente ucraino con i suoi messaggi video, gli hacker filorussi che hanno minacciato un attacco informatico, il vice segretario della Nato che ha letto nella vincita dell'Ucraina a Torino, la futura vittoria in guerra, la sigla di apertura con i Rockin1000 che suonano «Give Peace a Chance», la stessa band ucraina che ha sfidato il regolamento per lanciare un appello in mondovisione: «Aiutate il popolo ucraino, aiutate Mariupol». Un'occasione ghiotta per tutti: farsi ascoltare, ancora una volta, una potenzialità mediatica e emotiva da non farsi sfuggire.

Lo ha capito immediatamente Zelensky, intervenuto direttamente a sostegno del gruppo ucraino Kalush poco prima della finale e a gioire subito dopo. «Il nostro coraggio impressiona il mondo, la nostra musica conquista l'Europa - ha scritto nei suoi post - L'anno prossimo l'Ucraina ospiterà l'Eurovision per la terza volta nella storia e faremo il possibile affinché possa essere Mariupol la città ospitante». Anche Oleh Psjuk, il leader della Kalush Orchestra è consapevole della responsabilità del momento. «Qualsiasi successo dell'Ucraina oggi ha un significato importante». Proprio per il significato internazionale dell'Eurovision Song Contest che ha avuto un'audience di 200 milioni di persone i Kalush Orchestra non hanno esitato a lanciare, al termine della loro esibizione, un messaggio in cui hanno invitato ad aiutare l'Ucraina e, in particolare, Mariupol e l'acciaieria Azvostal, nonostante il rigido protocollo dell'Ebu che vietava qualsiasi dichiarazione politica. Ma il gesto più forte lo ha fatto dopo: dall'albergo di Torino Oleh, ha salutato la sua ragazza per unirsi alla prima linea nella guerra in corso in Ucraina contro la Russia. L'artista che diventa soldato. Immagine potente e sconvolgente, come quella delle bombe con le parole pronunciate dalla band ucraina Kalush dopo la vittoria all'Eurovision. La denuncia arriva dal consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andriushenko che pubblica su Telegram alcune immagini, subito rilanciate dai media ucraini. «Questa è la reazione dell'esercito russo alla nostra vittoria all'Eurovision 2022», scrive Andryushchenko, nel testo che accompagna le tre fotografie, in cui denuncia la propria «rabbia». Nelle foto, di cui è impossibile verificare l'autenticità né come sarebbero entrate in possesso degli ucraini, si vedono le bombe, non ancora sganciate, con delle scritte in inglese e in russo con un pennarello nero. «Aiutate Mariupol, aiutate l'Azovstal, ora», è scritto in inglese su un ordigno, ovvero le parole pronunciate dal frontman dei Kalush, Oleh Psjuk, alla fine dell'esibizione. Su tutte le bombe è riportata la data di ieri, 14.05. Su un'altra bomba appare la scritta in russo «Kalush, come hai chiesto. Su Azovstal». Su altro ordigno, sempre in russo, si leggono la parola Eurovision 2022 e Azov.

Intanto la canzone «Stefania» è diventata un inno per tutti gli ucraini e il treno Kyiv-Ivano-Frankivsk si chiamerà «Stefania Express». «Il treno 43 Kyiv-Ivano-Frankivsk diventerà ufficialmente» Stefania Express. «Vorrei congratularmi con l'Ucraina per aver vinto l'Eurovision, abbiamo visto l'immenso sostegno pubblico in tutta Europa e in Australia per il coraggio dell'Ucraina», ha detto il vice segretario generale della Nato Mircea Geoana. Sicuramente a perdere sono stati gli hacker filorussi che hanno provato più volte a bucare la piattaforma telematica dell'evento.

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