I cervelli sono in fuga? Il comune cerca nasi per dare la caccia agli odori molesti

I cervelli sono in fuga? Il comune cerca nasi per dare la caccia agli odori molesti

Non è un lavoro per chi ha la puzza al naso. Bisogna avere fiuto, non darsi arie ed essere, vista la missione estrema che ti aspetta, quasi in odore di santità. Con la disoccupazione al nove e sette per cento, la tecnologia che si sostituisce all'uomo e la crisi che desertifica e decentra non è più il caso di andare tanto per il sottile quando ti offrono un lavoro. Il Comune di Lonato, provincia di Brescia, per esempio, in mancanza di cervelli tradizionalmente in fuga, cerca «nasi». Proprio quelli che stanno tra la bocca e gli occhi, il regno dell'olfatto, quelli che hanno fatto la fortuna letteraria di Cyrano di Bergerac, i nasi tristi da italiano allegro di Gino Bartali. Hanno messo un bando per ingaggiare volontari che sappiano identificare gli odori molesti che, a quanto pare, ammorbano l'aria tra Lonato e Castiglione, nella vicina Mantova. L'amministrazione comunale cioè, senza che vi sia in questo nessuna allusione ideologico-politica, ha deciso di assumere «nasisti». Un lavoro vero, che verrà retribuito: ai neo assunti sarà consegnata una mappa con segnati i punti da annusare e poi via, tutti con il naso all'insù. I candidati, spiegano in comune, «dovranno dare la loro disponibilità ad eseguire sopralluoghi nelle date e negli orari richiesti, seguendo percorsi prestabiliti e sostando in postazioni prefissate, dove dovranno annusare l'aria ad intervalli e compilare una scheda con le misure di odore». Sono certi in Comune che i controlli fatti così saranno puntuali e documentati, dato che gli odori che rendono l'aria irrespirabile, come le stagioni, seguono un calendario spesso preciso.

Non è l'unica professione che necessita di fisico bestiale. Passi per mestieri istituzionalizzati come i pulitori della scena del crimine, quelli che intervengono quando i Csi hanno finito i rilievi, di bagni chimici o di fogne. Ma poi ce ne sono altri meno conosciuti dove prima che cuore bisogna avere stomaco. Esiste, tanto per dirne qualcuno, il nobile impiego di ispettore del letame. Anche il concime della terra deve essere setacciato e ispezionato per evitare che batteri assassini rendano inutile il fertilizzante. É lì che tocca intervenire ai Derrick dello sterco. Poi c'è il masturbatore di animali, che Checco Zalone ha sublimato nel suo Quo Vado, o raccoglitore di seme animale a fini scientifici. Non è un lavoro, come parrebbe suggerire l'attività, di pura manovalanza: per misurarsi con il mestiere bisogna avere laurea e dottorato. Fondamentali per l'industria e il commercio sono l'esca per zanzare, volontari che si prestano a farsi massacrare un braccio dalle zanzare per testare l'efficacia dei repellenti, e l'annusatore di ascelle, che ha il compito di verificare, per conto delle aziende di deodoranti, se il prodotto funziona. C'è anche l'assaggiatore di cibi per cani, che però è sempre meglio di cliente dei ristoranti passati al setaccio da Cucine da incubo.

Anche in questi mestieri ci sono eroine e idoli veri: Madeline Albrecht è entrata nel Guinnes dei Primati per aver annusato 5600 piedi nei suoi 15 anni di carriera presso gli Hill Top Research Laboratories di Cincinnati, nell'Ohio, società che faceva test per Dr. Sholls. Professionista esemplare e perfetta. Anche se lavorava con i piedi.

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