I dispositivi. Più polemiche che mascherine

Sulle mascherine regna ancora il caos, anche adesso che si riparte e alcune regioni le hanno rese obbligatorie

I dispositivi. Più polemiche che mascherine

Sulle mascherine regna ancora il caos, anche adesso che si riparte e alcune regioni le hanno rese obbligatorie. Per il momento non è una questione di disponibilità, a due mesi dall'inizio dell'emergenza si trovano e anche a prezzi accessibili, dopo che il governo è dovuto intervenire per calmierare i prezzi. Il commissario straordinario Arcuri dice che da oggi, per la fase due, se serviranno sarà possibile distribuirne 12 milioni al giorno. Ma quelle per i bambini ancora non ci sono. Arcuri nell'ultima conferenza stampa ne ha mostrato alcuni prototipi annunciando che saranno sul mercato appena pronti. A settembre, alla riapertura delle scuole, ne serviranno in quantità. Nel frattempo si moltiplicano le truffe, con sequestri e inchieste. Una delle ultime ha coinvolto la Regione Lazio, che ha pagato in anticipo una fornitura di sette milioni di mascherine mai consegnate. Ma c'è anche la questione dei presidi di protezione monouso che non proteggono in maniera adeguata dal virus. In circolazione ce ne sono molti, come accertato da uno studio del Politecnico di Torino. Si tratta di presidi che, pur non avendo i requisiti minimi per ottenere la certificazione, hanno avuto il via libera in una situazione di emergenza in cui molte aziende hanno riconvertito la propria produzione per rispondere al bisogno della popolazione. Grande confusione anche sui costi. L'ordinanza di Arcuri che fissa a 50 centesimi il prezzo di ogni mascherina ha scontentato i titolari delle fabbriche, gli importatori e i farmacisti, secondo i quali 50 centesimi non è un costo sostenibile.

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