I dolori del "vecchio" Mou

Da Eva al City tutti i dolori del "vecchio" Mourinho

I dolori del "vecchio" Mou

Non si ricorda un periodo peggiore di questo per José Mourinho. Un punto in due partite, una lezione dal Manchester City che ieri ha distrutto il Chelsea (3-0), la lite (brutta) con il medico del club Eva Carneiro, nella quale Mou aveva torto. È un momento difficile che l'allenatore ieri ha cercato di esorcizzare dicendo che il risultato contro i Citizen è ingiusto, che per un tempo il Chelsea ha giocato meglio. Non è vero, Mou lo sa. Dice il contrario perché è in difficoltà. È una tecnica che gli ha dato grandi risultati, in passato: dopo una sconfitta brutta, pesante, netta, lui si presentava alla stampa e diceva che la sua squadra gli era piaciuta, che il punteggio non rispecchiava l'andamento della partita. Un tentativo, spesso riuscito, di motivare i suoi giocatori. Un tentativo, spesso riuscito anche questo, di indispettire gli avversari. E però adesso non sembra funzionare. Perché il Chelsea ieri avrebbe potuto perdere 5-0.

Mourinho ha perso perché qualcun altro ha messo la squadra in campo meglio di lui. L'ha fatto ieri Pellegrini, così come l'ha fatto qualche settimana fa, Arsene Wenger. Entrambi non avevano mai vinto contro il portoghese prima d'ora.

È nervoso, Mourinho. È come se il caso Carneiro fosse diventato ingestibile. C'è qualcosa che non funziona nel suo Chelsea di inizio stagione. Meno 5 dalla prima è poco in senso assoluto, ma è moltissimo se arriva dopo sole due giornate. Il club non ha fatto mercato: mentre gli altri si sono rinforzati, il Chelsea è rimasto identico a sé. Scelta strategica o incapacità gestionale che sia è un problema. Perché poi c'è il campo, sempre. E le imperfezioni che l'anno scorso hanno permesso al Chelsea di vincere in campionato, ma di non andare oltre il quarti in Champions, evidentemente restano. Con la differenza che gli avversari sconfitti in Premier hanno lavorato per ridurre il divario. Due giornate sono insufficienti per dare giudizi. Sono solo una fotografia. E la fotografia è che perdere come ha perso ieri significa non essersi preparati come si deve in queste settimane. Il caso Carneiro non può essere la causa. È una conseguenza di qualcos'altro.

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