L'assalto degli "spioni" a Giorgia Meloni e le sessanta intrusioni illegali in due giorni sul nome di Guido Crosetto, sono partiti per fermare l'ascesa di Fratelli d'Italia. Le carte dell'inchiesta sul verminaio dell'Antimafia raccontano come il finanziere Pasquale Striano e i giornalisti del Domani iniziarono a dossierare il partito alla ricerca di qualsiasi elemento utile a colpire la leader, per dissuaderla dal suo intento di staccare la spina al governo Draghi. E quando non trovarono l'arma del ricatto, dirottarono i loro sforzi su Crosetto. Al punto che il padre fondatore è diventato l'esponente di FdI più dossierato. Come si legge negli atti della Procura di Roma, pronta a chiedere il processo per i 23 indagati, l'attenzione di Striano&Co su Crosetto scatta per la prima volta il 3 maggio 2022, quando il finanziere setaccia il sistema con il nominativo, scarica 4 pacchetti di documenti dell'Antimafia, che nulla avevano a che fare con il big del partito, e li invia al giornalista Giovanni Tizian, accusato con i colleghi Stefano Vergine e Nello Trocchia di accesso abusivo al sistema informatico e rivelazione del segreto in concorso con Striano e con l'ex pm della Dna Antonio Laudati. L'accertamento dell'intrusione e dell'avvenuto scambio di documenti tra i due, messo nero su bianco nell'avviso di conclusioni delle indagini dal procuratore aggiunto capitolino Giuseppe De Falco e dal pm Giulia Guccione, svela cosa si nascondesse dietro quell'improvviso interesse degli spioni, fino a quel momento ossessionati da Matteo Salvini.
L'alert su Crosetto si accende per la pubblicazione sul Corriere della Sera di una sua intervista, con la quale tornava alla ribalta dopo un periodo dietro le quinte. "Sono tutti invidiosi di Giorgia Meloni. Faranno qualsiasi cosa per non averla a Palazzo Chigi", era il titolo del colloquio, che si inseriva nel momento in cui il governo di Mario Draghi cominciava a traballare e la leader di Fratelli d'Italia, l'unica all'opposizione dell'esecutivo di larghe intese, era passata dal 4 per cento a sondaggi che la indicavano al 25. Crosetto, nell'intervista, dileggiava inoltre la sinistra che, in mancanza di argomenti, portava avanti (e porta ancora) la falsa propaganda del pericolo fascismo per attaccare Meloni, la quale aveva invece ampiamente condannato le leggi razziali di Benito Mussolini. Un attacco alla sinistra invidiosa che deve aver fatto indispettire non poco, visto che immediatamente era scattato il dossieraggio su Crosetto. Lo scambio illecito di documenti riservati, però, non aveva prodotto i risultati sperati. E Striano ci riprova, con successo, il 12 luglio 2022, quando riesce a estrapolare da una Sos di Giancarlo Innocenzi Botti le informazioni per l'esclusiva giornalistica. Grazie ai dati finanziari carpiti sull'ex sottosegretario del governo Berlusconi, in quel momento rappresentante di una società in cui era socio il figlio dell'esponente di FdI, il 28 luglio esce su Domani lo scoop "Tutti gli affari di Crosetto", firmato dal direttore Emiliano Fittipaldi, non indagato, e da Tizian. La fabbrica dei dossier compie i suoi ultimi atti sul ministro il 20 ottobre 2022, due giorni prima del giuramento del governo Meloni, con quelle spiate che hanno portato ai tre articoli in cui venivano rivelati i pregressi compensi ricevuti da Leonardo, per gettare l'ombra di un conflitto di interessi di Crosetto alla Difesa. Articoli che hanno spinto il ministro a presentare l'esposto che ha scoperchiato il vaso di Pandora. Tanto che l'8 novembre la pm capitolina Antonia Giammaria chiedeva l'approfondimento su chi avesse eseguito gli accessi "Guido CROSETTO" e/o alla società "CSC" - a lui riconducibile - precisando che tale informazione viene richiesta dalla scrivente poiché risultano in data 28.07.2022 e 20.10.2022 rispettivamente 13 accessi e 47 accessi, 60 in totale, al portale "Serpico" dell'Agenzia delle Entrate sulla posizione del predetto "Guido CROSETTO", si legge. E in tre settimane la matricola univoca ha portato dritta a Striano. Il quale, su richiesta dei giornalisti indagati, ritenuti "istigatori" delle condotte illecite, ha dossierato altri big del partito della premier.
Tra questi il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti, di cui Tizian riceve sette pacchetti di file riservati con decine di annotazioni e informative, e quello dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Ancora il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanbattista Fazzolari, l'europarlamentare Nicola Procaccini, oltre a molti altri, compreso Vittorio Sgarbi.