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I grillini smentiscono il voto di scambio con il reddito di cittadinanza, ma i dati parlano chiaro

In ogni regione, all'aumento dei percettori del reddito di cittadinanza corrisponde l'aumento dei voti 5s

Una card sulla quale viene accreditato il reddito di cittadinanza
Una card sulla quale viene accreditato il reddito di cittadinanza

Un grafico pubblicato ieri dal Sole 24 ore mostra chiaramente, come gli stessi analisti deducono, che dal Reddito di cittadinanza è arrivata una forte spinta per la performance elettorale del Movimento 5 stelle, che si è affermato come primo partito al Sud, l'area con il più alto numero di percettori.

Il grafico mostra come, regione per regione, al crescere del numero dei percettori, cresce il numero dei voti dei 5 stelle.

Del resto i grillini lo avevano detto per tutta la campagna elettorale: “votateci perché siamo gli unici che vogliono maniere il reddito di cittadinanza”.

Ma appena hanno capito che tecnicamente questo si chiama voto di scambio, si sono riveduti disconoscendo la correlazione.

Lo stesso Conte ieri in una intervista ad un giornale pugliese ha detto: “e’ una delle tante ignobili semplificazioni, il movimento ha preso 4,3 milioni di voti, possessori della carta sono 1,2 milioni: devo aggiungere altro?”. Si, i parenti.

Da nota Inps del 27 settembre si legge: “I dati relativi ai primi otto mesi del 2022 riferiscono di 1.479.809 nuclei percettori di almeno una mensilità di Reddito di Cittadinanza, con 3.386.231 persone coinvolte”.

E chiunque al sud da sempre sa che se davi un lavoro a uno della famiglia, ti votavano almeno tre generazioni con rispettive famiglie più zii e cugini. Solo che oggi al posto del lavoro c’è il reddito di cittadinanza.

A Napoli, la città italiana con il maggior numero di percettori del Rdc (416.740) il Movimento è primo partito (43%), il picco dei voti si registra nelle aree più disagiate dove ha superato il 60% come Scampia, Barra e San Giovanni a Teduccio. Il Veneto, la regione con meno beneficiari, il voto ai 5 stelle è il più basso. E cosi per tutte le regioni.

C'è un'analisi che rende evidente il rapporto tra percettori del reddito di cittadinanza ed elettori del Movimento 5 Stelle. Si parte dal Veneto con un 5,8% per arrivare alla Campania con il 34,7% e subito dopo ci sono Calabria, Puglia, Sicilia e via dicendo -ha detto Licia Ronzulli-Oltre a questo dato statistico, che la situazione fosse questa è stato evidente per chi come me ha girato molto in questa campagna elettorale. Non si può negare che i Cinquestelle abbiano fatto l'intera campagna elettorale sul reddito di cittadinanza”.

Lo conferma Ettore Rosato da Italia Viva: “Ci sono due letture diametralmente opposte del Sud: la prima è quella del reddito di cittadinanza, con il M5s che qui oggettivamente ha fatto uno straordinario risultato e che, però, è una cultura che punta all'assistenza e che non spende mai una parola sullo sviluppo. Poi c'è la cultura dello sviluppo, che crede che qui si possa fare di più e meglio che al Nord. Insomma, c'è chi crede che Napoli possa vivere solo di assistenza, noi no. Noi pensiamo che Napoli e la Campania possano vivere di sviluppo e di crescita".

Il goffo tentativo di Patuanelli

Ma i grillini corrono a smentire. Curioso l’intervento di Patuanelli (che invece ha preso solo il 9% a casa sua a Trieste, che riprende lo stesso esempio fatto da Marco Lillo del Fatto quotidiano sulla Puglia: "dove abbiamo raddoppiato i voti rispetto ai percettori del reddito di cittadinanza, quindi quantomeno ci sono 240 mila elettori pugliesi che non percepiscono il reddito che hanno votato il Movimento 5 stelle ma questo ovviamente ovviamente può essere esteso in tutte le zone d'Italia. Non è vero il fatto che abbiamo avuto soltanto il voto dei percettori del reddito di cittadinanza. È un assurdo". In effetti oltre ai percettori del reddito di cittadinanza, e ai loro parenti, in Puglia hanno votato 5 stelle anche gli elettori di Emiliano e i vicini di casa di Conte che a Volturara ha preso l’85%.

"Èuna campagna - ha detto Patuanelli- che volutamente è stata forzata verso il reddito di cittadinanza sperando di fare male al movimento. In realtà così non è successo. Siamo l'unica forza politica che ha parlato di quello che vuole fare per il Paese, che ha spiegato in modo chiaro da che parte starà e questo è stato apprezzato dalla parte che si sente protetta da Movimento 5 stelle”.

E infatti nell’ultimo comizio Conte non si è fermato solo al reddito di cittadinanza, ha aggiunto anche il cashback per gli animali!

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