Fare la spesa per i politici dovrebbe essere obbligatorio. Altro che convegni, cabine di regia e tavoli tecnici: è lì, tra lo scaffale della pasta e quello dei sottaceti, che si sente davvero il Paese reale. In fila al bancone della salumeria, mentre il numeretto luminoso avanza con la velocità di una riforma costituzionale, si capisce cosa significhi vivere in Italia. E infatti Giorgia Meloni, nonostante impegni, vertici internazionali e grattacapi, la spesa continua a farla. Con tanto di carrello. Pare persino scelga i prodotti con attenzione. Così ci dicono.
Per Giorgia Meloni, forse, andare al supermercato è uno dei pochi momenti in cui può smettere di pensare ai dossier internazionali e rilassarsi. Certo, poi guarda i prezzi e la preoccupazione torna. Perché davanti a certi rincari persino un presidente del Consiglio può avere lo stesso sguardo perso di chi entra per comprare due pomodori e una mozzarella (la caprese in questo periodo è l'ideale) e si rende conto che costano quanto un gioiello. L'ultima volta che ha preso il carrello? "Sabato scorso" ha detto in Aula al Senato, replicando a Francesco Boccia del Pd, che le aveva chiesto se andasse ancora al supermercato, accusandola di aver perso il contatto con la vita quotidiana. E in effetti il supermercato è un test spietato per i politici. Lì non esistono staff, portavoce o conferenze stampa e lei pare averlo superato: "La gente è affettuosa quando mi vede" dice il presidente Meloni. Mentre il capogruppo dem al Senato, Boccia, ci fa sapere che si occupa del "rabbocco", una "spesa settimanale" con "latte, insalata e pane integrale" E al resto? Ci pensa Nunzia.
In casa Meloni è un'abitudine fare la spesa. La sorella d'Italia Arianna ci va spesso da sola. Sicuramente Angelo Bonelli, leader dei Verdi, è cliente fisso di un supermercato ad Acilia. "Il prosciutto? È aumentato di 0,40 centesimi" dice quasi sconfortato. Sicuramente non mente, ce ne siamo accorti anche noi. Fa ridere, però, che Carlo Calenda guardi al risparmio. Sì, proprio lui. "Mia moglie compra sempre dallo scaffale con i prodotti in scadenza per spendere meno" aveva confessato in un programma televisivo. Certo, sempre meglio di Anna Finocchiaro beccata con la scorta all'Ikea. A spingere il carrello un membro della scorta. Le foto fecero molto discutere.
A portare in casa le buste della spesa (tante) Matteo Salvini. Il leader della Lega è solito andare al supermercato nel week-end. Non solo, di frequente esce di casa per comprare il necessario, a piedi e senza scorta. Come quando passò davanti all'ambasciata dell'Oman mentre si discuteva della pace Usa Iran con le buste della spesa. Inutile dire che giornalisti e fotografi rimasero sorpresi. Non ha mai perso l'abitudine di andare a fare compere anche l'ex presidente del Consiglio e della Bce Mario Draghi. A Roma si vede spesso al mercato, in farmacia o in catene di supermercati rigorosamente biologici.
Sicuramente l'uomo del "whatever it takes", del "tutto il necessario" non guarda i prezzi, ma la qualità. Che, diciamocelo, in Italia non manca. Certo, l'importante è non prendere i prodotti (freschi) in scadenza, potrebbero far venire la colite. Occhio al carrello Carlo!