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I Moretti già fuori su cauzione. "È un incubo, non scapperemo"

Fissata a 200mila franchi a testa la somma per la libertà. Giovedì nuovo interrogatorio. Le carte: "Non sappiamo cosa sia successo"

L'arrivo dei coniugi Moretti in procura a Sion
L'arrivo dei coniugi Moretti in procura a Sion
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"Questa è una catastrofe per tutti. Mia moglie e io stiamo vivendo questa esperienza in modo terribile. Faremo tutto il possibile per garantire che la verità venga accertata. Non comprendiamo veramente la causa di tutto ciò che è accaduto". Sono le parole di Jacques Moretti, il titolare del Constellation, interrogato dai magistrati prima di essere arrestato e portato in carcere. Promette ai pm di non fuggire: "Non ho mai avuto intenzione di lasciare la Svizzera perché voglio che venga fuori la verità su tutta questa storia. Mio padre è venuto a trovarmi in macchina e avrei potuto partire con lui. Ma non ho mai avuto questa intenzione". Lo stesso assicura la moglie Jessica: "Non siamo mai scappati da nulla nella nostra vita. Collaboreremo pienamente alle indagini, in totale trasparenza".

Sembra sempre più imminente la possibilità che Jacques Moretti esca dal carcere su cauzione. Un'ipotesi già contemplata dal tribunale delle misure coercitive che nei giorni scorsi aveva confermato per lui la detenzione per tre mesi, ma aveva lasciato aperta la strada della libertà con alcune garanzie, tra cui il braccialetto elettronico, il divieto di espatrio e anche una "cauzione adeguata". Trapela ora dalla tv svizzera Rts che la Procura avrebbe chiesto una somma pari a 400mila franchi per entrambi i coniugi, dunque 200mila a testa. Anche la moglie è infatti tenuta a versare la cauzione dopo che le sono state concesse misure alternative al carcere (contro il pericolo di fuga), tra cui l'obbligo di firma, la consegna dei documenti e il divieto di lasciare la Svizzera. Ma spetterà comunque al Tribunale di Sion valutare la somma e approvare la rimessa in libertà di Moretti. Di certo i due, che sono accusati di incendio, omicidio e lesioni colpose, saranno di nuovo interrogati martedì prossimo. La Procura federale vallese vuole sentire la coppia per la terza volta, dopo averli ascoltati già una volta come testimoni e un'altra da indagati. In queste due settimane i magistrati hanno potuto incrociare le testimonianze, comprese quelle di chi ha lavorato al Constellation, per ricostruire la veridicità delle dichiarazioni fatte dai Moretti su quella notte. A partire dall'uscita di servizio bloccata al pian terreno, dall'uso delle candele scintillanti sulle bottiglie, compresa l'abitudine di farle portare dalle cameriere mascherate sulle spalle dei colleghi. Una di loro, Cyane, 24 anni, è morta nel rogo. E ieri l'avvocato della famiglia, a Rai1, ha detto di avere "diverse testimonianze che possono attestare che la direzione incoraggiasse l'uso di dispositivi pirotecnici, e lo stesso Moretti ha confermato di non aver mai formato i suoi dipendenti sulle norme antincendio e sulle regole di sicurezza". Secondo quanto riferito da Le Temps, i legali dei Moretti hanno presentato anche un'istanza alla procura per chiedere di bloccare un sito aperto da uno degli avvocati delle famiglie delle vittime con lo scopo di raccogliere ulteriori video della sera del disastro. Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, che da giorni mantiene il massimo riserbo, si è dimesso dal Comitato organizzatore dei Campionati Mondiali di sci alpino che si svolgeranno nel 2027. "La gestione della situazione di crisi e la conduzione degli affari correnti relativi alla direzione del comune richiedono tutte le mie energie", ha spiegato in una nota. Ieri sul portale change.org è comparsa una petizione che ha raccolto 800 firme per chiedere le dimissioni di Féraud da primo cittadino. Non è noto se la Procura abbia proceduto con l'iscrizione nel registro degli indagati di dipendenti o funzionari del comune che, per stessa ammissione del sindaco, non ha controllato annualmente il Constellation come prescriveva la legge.

In Italia mercoledì saranno effettuate le autopsie anche di Chiara Costanzo e Achille Barosi, per chiarire le esatte cause della morte.

Restano serie le condizioni di Elsa Rubino, 15 anni, ricoverata nell'ospedale di Zurigo. Il terzo intervento chirurgico a cui avrebbe dovuto essere sottoposta è stato sospeso proprio per la delicatezza del quadro.

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