Le 14 righe del Giornale sull'esito del concorso in Rai fanno arrabbiare il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Che stavolta "inciampa" sui deportati. La luna di miele tra Ranucci e la sinistra vive un momento di crisi. Dopo i gay, ora i deportati: l'idolo Sigrido delude la claque progressista.
Anche l'Usigrai, il sindacato rosso della Rai, Ranucci: "Parole inaccettabili". Facciamo un passo indietro per inquadrare bene la storia. Ieri il Giornale pubblica un articolo sull'esito della selezione riservata agli interni per l'assunzione di 127 giornalisti. La selezione fissa un criterio molto rigido: solo i primi sette classificati avranno la possibilità di restare nelle attuali produzioni. Gli altri 120 saranno dirottati (o "deportati" come scrive Ranucci) per 5 anni nelle testate locali del Tgr. Il Giornale evidenzia che nei primi sette si piazzano due giornalisti di Report (Giulia Presutti e Andrea Tornaga). Nessun altra produzione Rai ha ottenuto 2 posti nelle prime 7 posizioni. Articolo finito. Finimondo.
Ranucci sbrocca, sul profilo social attacca il Giornale e il direttore Tommaso Cerno: "Una cialtronata al giorno leva il medico di torno. Il Giornale del Gruppo Angelucci, parlamentare più assenteista della storia, diretto da Tommaso Cerno, si rende protagonista di altre falsità, omissioni, inesattezze. 1) gli assunti provenienti dalla redazione di Report sono 8 non 2. E 6 se accetteranno saranno deportati nelle sedi regionali. 2) l'inviata che ha realizzato l'inchiesta sui conflitti del Garante della Privacy (e non Agcom) è stata Chiara De Luca. 3) i due colleghi rimangono a Roma, come gli altri 5 della graduatoria. Ma non necessariamente nella redazione di Report perché i termini del concorso su questo aspetto non sono vincolanti, e perché dipende sempre dai responsabili. 4) visto che il Giornale conosce la lista che doveva essere segreta, mi chiedo perché si concentra sui nomi di Report e non su quelli che provengono da segreterie politiche. Se queste sono le premesse del controllo editoriale che il direttore Cerno svolge su il Giornale, mi sento di fare in bocca al lupo alla Rai per la nuova striscia che gli ha affidato".
Sulla risposta di Ranucci ci permettiamo alcune precisazioni. Non abbiamo mai scritto che Report abbia ottenuto solo 2 assunzioni. Abbiamo chiarito che due giornalisti della redazione di Report si sono piazzati nella famosa lista dei primi 7. Nessun ha negato che gli altri 120 (compresi i 6 di Report) saranno spediti nelle redazioni locali. Infine, riconosciamo l'errore su Giulia Presutti. Non è lei l'autrice delle inchieste sul Garante. Infine, sulla lista riservata della selezione: strano che la ramanzina arrivi da chi ha diffuso mail e audio privati. C'è la seconda parte della storia: il polverone. L'attacco di Ranucci al direttore Cerno e al Giornale mette d'accordo (forse caso unico nella storia) Usigrai e Unirai. Il sindacato di sinistra va giù duro: "Abbiamo sempre difeso Report e Ranucci. Ma le parole del conduttore di Report sono inaccettabili. Nelle sedi regionali non si viene "deportati".
L'Unirai rincara: "127 giornalisti finalmente liberi. Altro che deportati. Le parole del collega Ranucci feriscono chi ha subito il dramma vero della deportazione". In serata, Ranucci ritorna sulla vicenda: "La bella notizia di oggi è che sono riuscito a mettere insieme sindacati dei giornalisti Rai. In chiusura del lungo post rilancia l'affondo contro il direttore Cerno".
E sempre in serata i vertici Rai con un comunicato stigmatizzano le parole del giornalista: "Il confronto critico è legittimo, ma accuse generiche o rappresentazioni distorte rischiano di danneggiare professionalità e credibilità dell'azienda".